Nuovo decesso alla Francescon addio all’imprenditore Barbuio

VENEZIA
Il falegname e l’imprenditore. Altre due vittime del coronavirus. Altri due anziani.
A Portogruaro, invece, è morto nella Residenza Francescon Cesare Battista Barbuio, 96 anni, il fondatore dei negozi di abbigliamento Barbuio Sport. A dare il triste annuncio è stato ieri alle 20 il figlio, Fausto Barbuio. La carriera di Cesare Battista Barbuio è nata dopo la Seconda Guerra Mondiale. Risale a 70 anni fa la fondazione del primo della catena di negozi che hanno fatto la storia dell’abbigliamento sportivo nel Veneto Orientale. «Aveva iniziato a lavorare come calzolaio», ricorda il figlio,«l’attività poi è cominciata a crescere fin quando non ha deciso di aprire il primo esercizio». Scarpe, magliette, tute, non c’è portogruarese che non si sia mai rifornito di capi di abbigliamento da lui. Era stato insignito del titolo di cavaliere. Lascia anche un’altra figlia, Clara, la nuora e un nipote. La cerimonia di addio con benedizione avverrà in forma privata alla Francescon, che piange la sua quarta vittima, di cui la terza deceduta nella struttura.A Mira si è spento Silvio Zampirolo, 82enne, morto lunedì all’ospedale di Dolo. Abitava con la moglie in via Trescievoli. Zampirolo aveva manifestato i primi sintomi dell’infezione circa 20 giorni fa, con quella che all’inizio era sembrata una normale influenza. Anche dopo aver preso degli antibiotici, tuttavia, le sue condizioni si erano aggravate. Domenica 22 marzo, la moglie Adriana ha chiamato guardia medica e 118 chiedendo che Silvio venisse ricoverato. «Mi hanno detto che prima doveva visitarlo un medico», racconta, «ma nessuno voleva venire a casa. La mattina del 23, grazie al nostro medico di famiglia, è finalmente arrivata l’ambulanza». Zampirolo è stato portato all’ospedale di Mirano, dove ha trascorso la prima notte. Poi è stato trasferito a Dolo, inizialmente in pneumologia e in seguito in terapia intensiva; qui è risultato positivo al tampone per il Covid-19.
L’uomo soffriva di alcuni problemi di salute pregressi, portava un pacemaker e aveva avuto una trombosi in seguito a un incidente stradale, ma tenuti sotto controllo. «Erano patologie superabili dovute all’età, i suoi polmoni non hanno retto». Zampirolo lascia Adriana, i figli Stefano e Alberto, una sorella e due nipoti. Dopo l’ultimo saluto venerdì all’obitorio di Dolo, le sue ceneri riposeranno nel cimitero di Mirano. —
c.r. - r.p.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia








