La triste contabilità dei 5 morti nella frazione di 1.700 abitanti
VALLI
Dopo la quinta vittima, di mercoledì, torna la forte preoccupazione dei residenti. Valli da un mese ormai vive in una dimensione di costante allarme. Antenne rizzate ogni volta che si sente la sirena di un’ambulanza, terrore quando si sentono le campane suonare a morto. E proprio le campane dall’8 marzo sono suonate cinque volte. Cinque lutti che una frazione di 1.700 anime non riesce proprio a digerire.
Il dato generale, 100 positivi e 14 decessi, spalmato su un comune come quello di Chioggia di quasi 50 mila persone, può non impressionare, ma se si limita lo sguardo su Valli, con cinque decessi e decine di positivi, ricoverati o ai domiciliari, l’incidenza assume un peso ben più rilevante. La prima vittima di coronavirus è stata Fiorello Bertaggia, 68 anni, morto all’ospedale di Chioggia l’8 marzo, dov’era ricoverato per alcune patologie pregresse; il 19 marzo è deceduto all’ospedale all’Angelo di Mestre Delfino Arcolin, 86 anni, primo contagiato ufficiale; il 23 marzo è morto all’ospedale di Dolo Antonio Titti Garbin, 81 anni; il 24, nello stesso ospedale, suo cognato Angelo Santinato, 69 anni, il meccanico del paese, conosciuto da tutti. Il primo aprile è deceduto Antonio Santinato, 51 anni, ricoverato a Dolo dal 19 marzo, invalido al 100 percento. Tutte persone amate che hanno lasciato nella frazione il dolore della perdita e l’amarezza di non poter nemmeno onorarle con una cerimonia funebre decorosa. Cinque famiglie distrutte e in parte ancora in quarantena fiduciaria per prevenire altri possibili contagi, ma ci sono molte altre famiglie che vivono in apprensione per altrettanti residenti ancora ricoverati, alcuni anche in condizioni preoccupanti. L’unico dato positivo è che negli ultimi giorni pare che la catena dei contagi stia rallentando, in linea con le proiezioni generali. In paese non gira quasi più nessuno, forse anche complice la “strigliata” arrivata dai responsabili del Servizio di prevenzione dell’Usl 3 che hanno rivelato comportamenti poco “regolari” dopo i primi contagi, quando qualcuno non rispettava l’isolamento preventivo o non aveva indicato con precisione l’elenco dei contatti avuti nei 15 giorni precedenti in caso di positività, richiamando tutti al senso di responsabilità.
Oltre alle ordinanze restrittive e ai controlli, le autorità comunali si affideranno nelle prossime ore anche alla protezione divina, partecipando domenica prossima in cattedrale alla funzione religiosa della Domenica delle Palme, celebrata a porte chiuse dal vescovo monsignor Adriano Tessarollo, per affidare la città al Cristo di San Domenico e alla Madonna della Navicella per l’intercessione nella liberazione dalla pandemia. —
E.B.A.
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