Venezia, la tassa di sbarco slitta al luglio 2021
Decisione del sindaco Brugnaro vista la crisi. "Ora ci si rende conto dell'importanza del turismo. Ma dobbiamo prepararci al dopoguerra"

Interpress/Gf Tagliapietra. 15.06.2015. Cà Farsetti. Conferenza stampa del sindaco Luigi Brugnaro.
VENEZIA. Il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, ha deciso di posticipare di un anno l'attivazione del contributo di accesso alla città - la cosiddetta “tassa di sbarco” - perché "anacronistica vista la situazione".
Il ticket sarebbe dovuto scattare il primo luglio 2020. "L'idea di intervenire per portare a Venezia un turismo diverso, meno mordi e fuggi e più di qualità rimane - spiega - tanto più ora che abbiamo visto i canali limpidi perchè si è depositato il limo che normalmente viene messo in sospensione dalle eliche delle barche".
"Forse ora qualcuno capirà l'importanza del turismo - conclude - sicuramente c'erano degli aspetti negativi come il sovrafollamento, la maleducazione, ma Venezia è Venezia, e, quando sarà finita la crisi, il turismo ricomincerà. Noi pensiamo che ci vorrà un anno ad arrivare a regime".
"Dobbiamo prepararci al dopoguerra e garantire un futuro a chi oggi è chiuso in casa. I conti non tornano, soprattutto sulla cassa in deroga. Noi ci siamo e vogliamo dare il nostro contributo anche perchè nel governo certe esperienze mancano. Eppure da Roma non è arrivata neanche una telefonata".
Brugnaro si è detto particolarmente critico nei confronti del decreto 'Cura Italia'. "Per coprire 9 settimane di cassa integrazione in deroga servono almeno 10 miliardi e ne sono stati messi 5 - ha spiegato - inoltre i 600 euro come sussidio per i precari e le partite Iva sono meno di una paghetta, meno del reddito di cittadinanza, parliamo di persone che oggi hanno reddito zero. La cig va portata ad almeno 12 settimane".
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