Ciclabili verso i 182 chilometri altri mille posti per le bici

I piani dell’Amministrazione per potenziare le reti per le due ruote in città e nei Comuni di prima cintura. Gli itinerari su cui si stanno attuando i progetti  



La città, che si prepara a discutere di Piano urbano della mobilità sostenibile, in una serie di incontri pubblici organizzati dall’assessorato alla Mobilità, attende una svolta significativa anche sul fronte della ciclabilità, per anni un vanto del Comune di Venezia.

In città si muove su due ruote un piccolo esercito di tremila persone e l’uso della bici va incentivato ma servono nuovi percorsi sicuri.

Lo stato di “salute” della rete ciclabile comunale è evidenziato nel piano che attende di superare l’esame della Vas, valutazione ambientale strategica. Si contano 12.000 metri di nuove piste ciclabili aperti negli ultimi 4 anni, 1.077 nuovi portabiciclette collocati (e altrettanti ne sono previsti per il 2020) in tutta la terraferma con nuove rastrelliere. Gli uffici hanno in progettazione, e già finanziati, altri 30 km di nuovi percorsi ciclabili che, entro fine 2022, porteranno il Comune di Venezia a completare la sua rete ciclabile, per un totale di 182 chilometri continui. Le amministrazioni precedenti, di centrosinistra, avevano realizzato una rete di circa 110 chilometri. In questi quattro anni si sono aggiunte , per esempio, la pista sulla vecchia ferrovia Valsugana, con 910 passaggi al giorno; la pista di via Altinia con 260 passaggi al giorno; la pista lungo la nuova Vallenari bis. L’amministrazione di centrodestra ovviamente cita anche il milione speso per la pista dal Vega di Marghera a piazzale Roma lungo il ponte della Libertà (650 passaggi ogni domenica). Ma va anche detto che da tempo questo percorso è condizionato da difficoltà: prima la chiusura del sottopasso ciclabile della stazione di Marghera, poi i cantieri della grande viabilità in via della Libertà che rendono difficile da qui a due anni andare in bici da via Torino a Venezia. L’alternativa può essere il ponte tra Campus e forte Marghera e il collegamento con San Giuliano ma anche qui resta la difficoltà di raggiungere la pista lungo i Pili. E si potrebbe ovviare autorizzando magari la domenica di far salire le bici su un vagone del tram. Ma finora questa decisione non è stata presa. Servono anche collegamenti con i Comuni della prima cintura. Comune e città metropolitana si concentrano su percorsi ciclabili di scala sovracomunale per il tempo libero. L’obiettivo è creare anche una App per telefonini che propone percorsi, con esperienze da vivere da soli o in gruppo, attraverso ville, Forti, boschi, parchi, laguna, isole come Sant’Erasmo, Lido e Pellestrina. Queste ultime due fanno parte della “VenTo”, la ciclovia Venezia-Torino che è diventata di interesse nazionale e che si svilupperà da Torino a Venezia, con deviazione per Milano. La progettazione è in capo alla Regione Lombardia, quale referente del progetto interregionale. Nel Pums sono elencati interventi di completamento della rete: l’itinerario ciclabile Stazionecentrale di Mestre-Università di via Torino-Forte Marghera-San Giuliano-Venezia, la pista di via Padana, l’itinerario Terraglio-via Gatta-via Scaramuzza-centro di Chirignago-via Selvanese-via Brendole, l’itinerario ciclabile da Ca’ Sabbioni-Malcontenta-Mestre-Quarto d’Altino-Musile-Jesolo-Cavallino, il completamento dell’itinerario ciclabile Pellestrina e Lido, l’itinerario Cà Noghera-Tessera-Favaro Veneto. Intanto si lavora al progetto per il ponte sull’Osellino per creare una alternativa sicura a via Colombo, da piazzale Cialdini al nuovo mercato di via Fapanni. —



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