Grandi navi, passaggi ridotti attracchi a Fusina e Marghera

Riunione al Ministero in vista del Comitatone. Dossier consegnato agli ispettori Unesco che ieri hanno concluso la loro cinque giorni di visita in laguna



150 grandi navi in meno davanti a San Marco. Due banchine alternative «provvisorie», lo scalo dei Traghetti a Fusina e la banchina Tiv Lombardia a Marghera. E intanto studi e progetti per la soluzione definitiva, fuori dalla laguna per le navi «incompatibili». È il risultato dell’ultimo vertice che si è tenuto a Roma con i rappresentanti dei ministeri. Decisione che adesso dovrà essere illustrata al Comitatone (entro febbraio) e approvata. Una novità che ha destato l’attenzione degli ispettori Unesco, a Venezia da cinque giorni per verificare lo stato e la gestione del Sito Patrimonio dell’Umanità. Cinque anni dopo l’ultimatum, che rischiava di inserire Venezia nella black-list, escludendola dai siti protetti. Periodo non certo ideale per verificare le «criticità» segnalate. In gennaio non ci sono grandi navi, né turisti. Non ci sono le acque alte ma le basse maree, molti bar e ristoranti sono chiusi per ferie. Dunque il panorama deve essere sembrato ai tre piuttosto tranquillo.

Settimana di incontri con il Comune, i comitati e le associazioni culturali, le aziende. Ieri all’M9 l’illustrazione dei piani di sviluppo, compreso il Lido e gli arenili e i piani di espansione as Mestrte (Stazione, area ex Telecom).

La Missione congiunta di World Heritage Commitee, Icomos e Ramsar era conposta da Réka Viragos, Bernhard Furrer e Tobias Salath, con l’ambasciatore italiano all’Unesco, Massimo Riccardo. Ieri il gruppo ha concluso il suo tour all’M9, il Museo del Novecento di Mestre. Ora dovrà stilare il suo rapporto tecnico, da sottoporre all’organismo di Tutela dell’Onu per il patrimonio artistico. Indicazioni ricevute lo scorso luglio durante la 43 esima assemblea generale dell’Unesco che si è svolta a Baku, in Azerbaigian. L’asseblea aveva escluso la cancellazione dei Venezia dall’elenco dei Siti Patrimonio dell’Umanità protetti. Chiedendo verifiche su quanto è stato fatto.

Lunga la lista presentata agli ispettori dal Comune. Con i progetti avviati e in corso di esecuzione sul «controllo dei flussi». La tassa di accesso – che partirà in giugno – un contributo diversificato a seconda del periodo e dell’affollamento. I nuovi regolamenti comunali che bloccano in parte i cambi d’uso. E poi, il restauro delle case comunali per tutelare la residenza, vaporetti e bus elettrici e a gas, decoro e Daspo urbano. Non ancora abbastanza, secondo i comitati, a cominciare da Italia Nostra. «Occorre una decisa inversione di tendenza», ha detto l’associazione agli ispettori.

Resta il problema delle acque alte e della mancata manutenzione della città. E delle grandi navi. Dal 2012, anno del naufragio della Costa Concordia, si attende una soluzione. Una, provvisoria, potrebbe arrivare adesso con le nuove banchine di Fusina e Marghera. —



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