«Faè versò a Gaiatto 10 milioni per operazioni di trading»

Quasi cinque ore: è stata un’udienza fiume, ieri, quella che ha segnato l’avvio del processo in abbreviato per estorsione di stampo mafioso a carico di Fabio Gaiatto, 44 anni, ex trader portoguarese già in carcere per la maxitruffa ai danni dei risparmiatori.
La direzione distrettuale antimafia di Trieste ha contestato a Gaiatto di aver partecipato alle missioni in Croazia a scopo estorsivo nei confronti di alcuni suoi ex consulenti e professionisti per recuperare i 10 milioni di euro che secondo l’accusa mossa dallo stesso trader gli sarebbero stati sottratti.
Soldi di cui, in base alla ricostruzione del pm, i sedicenti casalesi avrebbero preteso la restituzione, in quanto «soldi della famiglia».
Ieri dalle 9.30 alle 14.15 sono stati sentiti il teste della difesa, il revisore contabile delle società croate di Gaiatto Ernest Komparic e il teste a prova contraria scelto dal pm Massimo De Bortoli, l’ex commercialista di Gaiatto Karin Perusko. Tre nuove costituzioni di parte civile.
Entrambi i testimoni hanno confermato le dichiarazioni già rese. Komparic, sentito durante le indagini difensive dall’avvocato Guido Galletti, ha ribadito di non aver percepito frasi minacciose da parte dei soggetti campani che hanno partecipato alla riunione a Pola, né che si fossero presentati come casalesi o che avessero parlato di denaro «della famiglia».
In realtà quest’ultima circostanza è stata confermata già da alcuni degli imputati in sede di interrogatori.
Komparic ha rilevato un debito di 10-12 milioni di euro nelle società estere del trader: ammanco che secondo il professionista andrebbe ricondotto a una serie di operazioni dubbie, atti con firme contestate da Gaiatto e dai suoi legali rappresentanti, da attribuire, secondo il revisore contabile, a tre delle presunte persone offese.
Perusko ha confermato dal canto suo di aver conosciuto Samuele Faè, l’imprenditore di Caorle arrestato dall’antimafia di Venezia nell’ambito dell’inchiesta in cui Gaiatto è invece vittima di estorsione e parte civile nel processo.
La teste ha detto di essere stata a conoscenza del versamento da parte di Faè di dieci milioni di euro a Gaiatto per operazioni di trading. Tale somma, a detta di Perusko, sarebbe arrivata da un’altra società italiana sempre riferibile a Faè.
Il 24 febbraio è fissata la discussione. Hanno scelto il rito abbreviato, che garantisce lo sconto di pena in caso di condanna, otto imputati su nove.
Solo uno affronterà il dibattimento: il processo comincerà domani. —
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