Lastre di vetro fino a due metri. A Venezia la Basilica al sicuro dall’acqua alta

Avviato l’iter del progetto per le barriere contro le maree. Il procuratore Campostrini: «Pronte dal prossimo inverno»
Interpress\M.Tagliapietra Venezia 13.11.2019.- Acqua alta eccezionale. Cripta di San Marco.
Interpress\M.Tagliapietra Venezia 13.11.2019.- Acqua alta eccezionale. Cripta di San Marco.

VENEZIA. Dal prossimo inverno la Basilica di San Marco potrebbe essere definitivamente protetta dalle acque alte: anche quelle eccezionali come quella del 12 novembre, che con il suo metro e 87 centimetri ne ha danneggiato seriamente mosaici e parti lapidee.

Lo ha confermato ieri il procuratore di San Marco Pier Paolo Campostrini, uno degli autori del progetto di difesa, a margine del convegno internazionale sui cambiamenti climatici e i loro effetti su lagune e fasce costiere, di cui riferiamo a parte.

«Il progetto di difesa, in fase definitiva» ha spiegato l’ingegner Campostrini «ha già iniziato il suo iter per l’approvazione presso le autorità competenti, a cominciare dalla Soprintendenza veneziana. Si tratta di un intervento completamente reversibile e di impatto anche visivo limitato, ma che avrebbe il vantaggio, al di là dell’evoluzione del Mose, di metterci subito al sicuro dalle acque alte sostenute e eccezionali, perfezionando l’isolamento parziale già ottenuto nel nartece".

"Sul fronte della Basilica, al posto delle attuali balaustre di protezione, non certo belle dal punto di vista estetico, verrebbero installate delle lastre di vetro trasparenti, per permettere la visione della Basilica, alte circa un metro e 20 centimetri e che andrebbero parzialmente in profondità nel sottosuolo. Visto che l’acqua alta in Piazza San Marco si manifesta da un livello di circa 80 centimetri, dovremmo essere al sicuro anche per acque alte eccezionali almeno fino a 2 metri".

"Le lastre non andrebbero continue, ma interrotte da colonnine di collegamento tra l’una e l’altra. Anche con gli archeologi della Soprintendenza stiamo valutando la quota di profondità per non andare a interagire con possibili reperti nel sottosuolo. Il costo totale dell’intervento sarebbe di circa 3 milioni e mezzo di euro, una cifra sostenibile e data anche la relativa complessità dell’installazione, vorremmo, se ci sarà dato il via libera per l’intervento dalle autorità competenti, mettere in sicurezza la Basilica entro l’inizio del prossimo inverno, per non rischiare nuovamente seri danni per l’acqua alta al patrimonio monumentale della Basilica».

Non ci interverrà però per isolare dall’acqua solo la pare anteriore della Basilica, che dà sulla Piazza, ma anche quella posteriore, che si affaccia sul rio della Canonica, per evitare che, come è avvenuto a novembre, venga allagata anche la cripta.

Interpress\M.Tagliapietra Venezia 13.11.2019.- Acqua alta eccezionale. Cripta di San Marco.
Interpress\M.Tagliapietra Venezia 13.11.2019.- Acqua alta eccezionale. Cripta di San Marco.


«In questo caso l’intervento sarà anche più agevole e potrebbe essere realizzato in tempi più brevi» spiega ancora Campostrini «perché, come nel caso del nartece, si tratterà di “bloccare” le valvole di sfiato dell’acqua e di utilizzare anche delle paratoie a proiezione della finestra che si affaccia sul rio, simili a quelle adottate dai negozi, oltre a pompe idrauliche».

Anche ieri Campostrini, che è anche direttore del Corila, il Consorzio interuniversitario di ricerche sulla laguna, ha mostrato nel corso del convegno sui cambiamenti climatici negli habitat costieri e lagunari, gli effetti devastanti dell’acqua alta del 12 novembre e dei giorni successivi sulla Basilica di San Marco, rimasta 250 ore a mollo a novembre, con un radicale e precoce invecchiamento dei materiali e l’usura dei marmi, delle parti lapidee e per gli stessi mosaici, per la progressiva cristallizzazione dei sali presenti nell’acqua.

La stima della Procuratoria di San Marco dopo l’acqua alta a un metro e 87 dei danni subiti è di circa quattro milioni di euro. Oltre tre milioni per i marmi, i pavimenti, i mosaici. A cui vanno aggiunti gli 841 per i danni provocati dal vento, che ha parzialmente divelto le coperture in piombo delle cupole. —


 

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