La confessione del poliziotto «Ho lavorato per il boss»

Moreno Pasqual era un agente del commissariato di Jesolo Ha ammesso di aver fatto  ricerche per Donadio. Veniva  ripagato con lavori in casa 

eraclea. Moreno Pasqual alla fine ha confessato e ha ammesso le sue responsabilità, cioè di aver lavorato per il boss Luciano Donadio. Pasqual era, all’epoca, un agente del commissariato di Jesolo, ora sospeso dal servizio. Ha confessato nel secondo interrogatorio, dopo che in un’altra occasione aveva tergiversato negando tutti gli addebiti.

Dice Pasqual nel secondo interrogatorio: «A modifica di quanto ho riportato lo scorso interrogatorio ammetto di avere fatto ricerche allo SDI su richiesta di Donadio in diverse occasioni, per verificare se vi fossero nei suoi confronti o di altri che lui mi indicò, denunce o procedimenti pendenti...Donadio ha tentato più volte di farmi fare queste verifiche e alla fine ho ceduto e gliele ho fatte in alcune occasioni: una volta per lui e le persone che lui mi aveva chiesto: Christian Sgnaolin, Buonanno Raffaele e lo stesso Luciano...».

Uno degli uomini di Donadio, Francesco Confuorto, ha detto al pm di Pasqual: «... dopo un po’ di tempo Moreno mi ha incontrato e mi ha detto che comunque le indagini stanno aperte e che prima o poi comunque ti vengono a prendere perché la “carne a cuocere” che avete messo è davvero troppa e ha aggiunto che quello che mi stava manovrando ne aveva fatte più del dovuto. Si riferiva chiaramente al Donadio Luciano».

In cambio gli uomini di Luciano Donadio facevano lavori in casa del poliziotto corrotto: dalla sistemazione dell’impianto elettrico all’applicazione dell’antifurto. Lavoretti da duemila, tremila euro. —

C.M.

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