Hotel a cinque stelle all’ex Tim il Comune incasserà un milione

Oneri di urbanizzazione e 745 mila euro di beneficio pubblico, in commissione previste verifiche e sopralluoghi. Centotrenta camere con accesso dal museo M9



Per l’amministrazione comunale, spiega l’assessore Massimiliano De Martin è una occasione importante, da cogliere, per rilanciare il centro di Mestre, aiutando sia il museo M9, che necessita di maggiore visibilità, che incentivando il ritorno del commercio tra via Carducci e con una previsione di circa 70 nuovi posti di lavoro. Ma il confronto, iniziato ieri in commissione Urbanistica, per il rilascio del cambio di destinazione d’uso del palazzo ex Tim tra via Pascoli e via Carducci, è solo all’inizio. La delibera ieri mattina in Municipio a Mestre è stata illustrata: a chiedere il cambio d’uso sono la proprietà, il fondo Serenissima SGR Spa con sede a Verona, e l’acquirente, ovvero D-Hotels Srl, con sede a Milano, che intende acquistare l’immobile, al civico 22 di via Pascoli per trasformarlo in un albergo a cinque stelle. Operazione che fa entrare nelle casse del Comune più di un milione di euro, tra oneri e beneficio pubblico (vale 745 mila euro) e su cui alcuni consiglieri comunali chiedono verifiche sulla stima. Il progetto è curato dagli stessi architetti del distretto M9, ovvero lo studio Sauerbruch e Hutton assieme all’architetto Plinio Danieli, nel ruolo di coordinatore di progetto. L’operazione per un hotel di lusso con 130 camere prevede anche l’acquisizione dalla Fondazione di Venezia dell’edificio di via Meucci, da abbattere per realizzare la piazza pubblica di accesso all’albergo, che confinerà con l’edificio del museo. I preliminari saranno formalizzati se arriverà il cambio di destinazione. In cambio la proprietà otterrà un credito edilizio da rinaturalizzazione pari al doppio della volumetria demolita, da utilizzare per l’ampliamento dell’immobile principale, per servizi aggiuntivi alla clientela. In questo modo non si ricorrerà al piano casa.

Ma le perplessità in una parte di consiglieri rimangono tutte, come segnala il Pd Emanuele Rosteghin: «Di fondo c’è sempre la visione del turismo come monocultura cittadina. Che non può essere l’unica leva di rilancio economico cittadino», segnala, critico. Perplessità anche sulla presenza, lungo via Pascoli, di pochi posti auto a raso mentre la proprietà ha siglato un accordo con il parcheggio Saba vicino alla stazione, pensando di collegare posteggi e albergo con navette. I consiglieri entreranno nel merito delle questioni nelle prossime sedute di commissione e hanno anche espresso la volontà di organizzare un sopralluogo in zona per vedere di vicino gli immobili destinati a cambiare pelle. Ovviamente disponibile al confronto è l’assessore De Martin che avverte: «Non ci occupiamo solo di alberghi perché abbiamo dato il via libera a tanti progetti di aziende di Marghera, carrozzerie, piccole aziende. Ma non si può non vedere che il turismo a Mestre ha anche effetti positivi. E infatti ci sono alberghi storici che hanno avviato proprio ora opere di riqualificazione. Un esempio è l’hotel Centrale in piazzale Donatori di Sangue». Anche il vecchio hotel Sirio Apogea ha recente svelato le nuove facciate. —



Riproduzione riservata © La Nuova Venezia