Imposta di sbarco, balzello “separatista”. La pagheranno solo i parenti dei mestrini

Polemica ieri in Commissione sul nuovo regolamento che entrerà in vigore a luglio 2020. Saranno esentati quelli dei veneziani
Interpress/Mazzega Venezia, 22.04.2015.- FOTO AEREE Nella foto Venezia e Ponte della Libertà
Interpress/Mazzega Venezia, 22.04.2015.- FOTO AEREE Nella foto Venezia e Ponte della Libertà

VENEZIA. Tassa di sbarco “abbonata” per i parenti dei residenti nella città storica, ma non per quelli dei mestrini, che la dovranno invece regolarmente pagare come qualsiasi turista giornaliero in arrivo a Venezia dall’Alabama come da Hong Kong.

La mancata esenzione - che qualcuno nell’atmosfera polemica preferendum, ha giudicato “separatista” - contenuta nel nuovo regolamento del contributo di accesso presentato ieri a Ca’ Farsetti in Commissione consiliare dall’assessore al Bilancio Michele Zuin, ha un po’ acceso gli animi, soprattutto con i consiglieri del Pd Monica Sambo e Emanuele Rosteghin a protestare.

«Sono esentati tutti i veneti dal pagamento dell’imposta», hanno sottolineato, «ma il parente di un residente mestrino che magari vive a Ferrara o a Bologna, dovrà invece versarla per venire a Venezia, al contrario di un qualsasi cittadino veronese o bellunese, è assurdo».

Zuin, e con lui anche consiglieri di maggioranza come il capogruppo della Lega, Giovanni Giusto, hanno invece replicato che è invece più che giusto che i parenti dei mestrini paghino, perché se vengono a Venezia non è appunto per venire a trovare i propri congiunti che vivono in terraferma ma per farsi una gita come un qualsiasi turista. «Chiediamo una verifica all’Avvocatura Civica», ha sollecitato all’assessore Zuin il consigliere comunale della Lista Casson, Rocco Fiano, «perché vogliamo capire la legittimità di questa discriminazione di trattamento tra cittadini dello stesso Comune».

L’imposta di sbarco, com’è noto, dovrebbe scattare dal prossimo primo luglio, dopo le elezioni amministrative a Venezia e dunque con una nuova giunta comunale a gestirla. L’imposta dovrà essere direttamente riscossa dal Comune, tranne che per l’arrivo dei croceristi, con le compagnie di crociera che hanno accettato di fare da sostituto di imposta e per i quali il contributo di accesso è stato fissato in 7 euro. Multe previste da un minimo di 50 a un massimo di 300 euro per chi arriva a Venezia senza aver pagato il tributo ed è sottoposto a controlli sul vettore - bus, auto, treno, nave, battello - con cui ha viaggiato da parte del personale incaricato dal Comune. Il contributo è fissato in 6 euro per tutti i giorni dell’anno che scenderanno a 3 (bollino verde) nei giorni di minore accesso e rispettivamente a 8 e 10 euro nei giorni di bollino nero e risso, quado invece l’affluenza sarà maggiore.

Chi viene a Venezia, senza essere residente o esentato dall’imposta, per un periodo di sette giorni consecutivi, pagherà un contributo di accesso di importo pari alla somma dei tre contributi giornalieri più alti del periodo. Chi arriva nella città storica in bus avendo pagando la Ztl non dovrà versare anche il contributo di accesso.

I vari vettori dovranno stipulare una convenzione con il Comune con la quale si impegnano a informare i passeggeri dell’obbligo di pagare l’imposta di sbarco e permettono al personale incaricato dal Comune di Venezia di effettuare i controlli a bordo. Tra i nuovi esentati dal pagamento dell’imposta di sbarco rispetto al regolamento precedente, anche i partecipanti a manifestazioni organizzate o patrocinate dall’amministrazione comunale (Municipalità comprese) con delibera o che siano in possesso di un pass per parteciparvi.

È stato ricordato ieri anche dallo stesso assessore Zuin che l’effettivo pagamento dell’imposta di sbarco potrà essere verificato solo quando il turista è ancora in viaggio. Se sbarca a Venezia da “evasore”, senza che nessuno lo abbia sanzionato prima, non potrà essere più chiamato a pagarlo. —


 

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