Addio a Giampaolo Vianello soprintendente della rinascita
VENEZIA. Addio al soprintendente della ricostruzione del Teatro La Fenice. Per un malore improvviso che lo ha colpito durante il sonno – senza alcun preavviso - è morto a 78 anni Giampaolo Vianello, soprintendente del teatro veneziano dal 2001 al 2010, che, subentrando a Mario Messinis alla guida del teatro, aveva dunque gestito tutti gli anni delicati che avevano preceduto la riapertura del teatro ricostruito nel 2003, quando l’attività lirica e musicale si svolgeva tra il Palafenice e poi il teatro Malibran. Un imprenditore veneziano trapiantato in parte a Milano, amante della cultura e “prestato” a quello della lirica proprio per aiutare le sue doti manageriali il teatro in difficoltà, con la sua elegante riservatezza mista però al decisionismo dell’imprenditore-.
Era stato presidente e amministratore delegato del Teatro Eliseo di Roma e un manager della new economy. Vianello ha lavorato nel settore delle «It» (Information Technology) per aziende come Olivetti, Iri, Pesenti, General Electric, San Paolo, fondando società di software come la «Systems & Management» dirigendo aziende come la «Eds Italia», e guidando la «C.T. Partners» di Milano, che si occupa di consulenza direzionale nel settore delle nuove tecnologie.
Ma alla Fenice aveva dedicato le sue energie migliori, lasciandolo con un po’ di amarezza quando l’allora sindaco Giorgio Orsoni aveva deciso di non riconfermarlo ancora, puntando su Cristiano Chiarot che in precedenza era stato anche al suo fianco alla guida del settore comunicazione della Fenice e che poi avrebbe completato negli anni il rilancio della fondazione lirica.
Ma del teatro restava innamorato, a Venezia continuava a abitare nella sua casa di San Giacomo dell’Orio dividendosi con quella di Milano e continuava anche a occuparsi di musica, come consigliere della Fondazione Levi. «Ci eravamo visti ad agosto - ricorda l’attuale soprintendente della Fenice Fortunato Ortombina - proprio per discutere di un progetto comune du Bruno Maderna di Fenice e Fondazione Levi. L’ho ricordato anche oggi (ieri ndr) davanti al pubblico prima della rappresentazione della “Scala di seta” di Rossini e ho visto la commozione da parte di orchestrali e anche di persone del pubblico che lo conoscevamo. Siamo sgomenti anche per la repentina scomparsa di un uomo pieno ancora di interessi e di voglia di fare. Ci ritrovavamo spesso in Campo San Giacomo dell’Orio, dove entrambe abitavamo a discutere ancora degli aspetti organizzativi di un teatro come la Fenice. Vianello è il soprintendente che mi ha riportato due volte alla Fenice, l’ultima come direttore artistico».
«Con la scomparsa di Giampaolo Vianello il mondo della cultura, Venezia e il Teatro perdono un grande amico – dichiarano il Presidente Giampiero Beltotto e il direttore del Teatro Stabile del Veneto Massimo Ongaro –. Un veneziano vero, amante della sua città, manager capace che molto ha fatto per La Fenice, che riaprì al pubblico dopo l’incendio del 1996 proprio sotto la sua sovrintendenza». —
E.T.
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