Affitti rincarati, oggi presidio ma la protesta non è unitaria

Al rione Pertini hanno già raccolto un migliaio di firme di sostegno alla petizione che chiede di modificare la legge regionale sugli affitti Erp che ha infiammato gli animi di migliaia di inquilini delle case popolari in questa torrida estate. Oggi è invece la giornata della assemblea inquilini case pubbliche, mobilitata da una serie di assemblee promosse da Rifondazione comunista del Veneto. Appuntamento alle 10 sotto le finestre dell’Ater di Venezia (Ai Tre Ponti a piazzale Roma) per il presidio di protesta, indetto in contemporanea con Padova, Rovigo e Verona. Obiettivo, spiega il segretario regionale Benvegnù, è «chiedere l’immediato ritiro della legge regionale e saremo in tanti ai presidi» per contrastare gli aumenti «indiscriminati e insostenibili degli affitti e «difendere il diritto ad abitare degli inquilini delle case pubbliche». Contro i furbi «nel Veneto dell’evasione miliardaria, il problema non sta nelle case popolare. Si colpisce la massa ma gli strumenti per individuare i furbi ci sono già».
In città questa è la prima protesta contro la legge regionale che la giunta regionale ha già assicurato verrà modificata. La giunta regionale ha istituito un Nucleo tecnico di analisi (Nta) per tutti i casi in cui l'aumento del canone mensile sia almeno del 30% e un tavolo tecnico di monitoraggio regionale che raccoglierà entro il 30 settembre le proposte di modifica. Ma il fronte dei comitati contro il caro affitti Erp appare disunito.
Matelda Bottoni, delegata regionale e dirigente nazionale Unione Inquilini spiega che al presidio non ci sarà: «Noi stiamo trattando dal 2016 a livello istituzionale per correggere gli errori del sistema Isee-Erp. Avevamo messo in guardia su questi rischi da tempo». Per il sindacato la legge regionale, basata su un Isee simulato, è sbagliata. Anche il comitato Pertini non ci sarà. «Non ci hanno invitato, manco al dialogo, e non sappiamo quali sono le loro proposte di modifica della legge», spiega Giorgio Rocelli. Diverso anche l’atteggiamento: al Pertini l’invito a tutti è di pagare quanto richiesto dai nuovi conteggi sui fitti. E si conta nei riconteggi per i rimborsi. Rifondazione invita invece sostiene una lotta diversa. «Le forme di lotta, decise nelle assemblee, sono i presidi e le manifestazioni e il pagamento del vecchio canone, anche a tutela di chi non ce la fa a pagare», conferma Benvegnù. Ma va anche detto che, da dati di Ater di Venezia, gli inquilini “assegnatari” dei 7.565 alloggi Erp che hanno avuto un aumento del canone d’affitto sono 6.170, mentre quelli che hanno avuto una diminuzione del canone sono 1.395. E se si pagano importi diversi si rischiano complicanze legale. «Noi ci stiamo muovendo con gli uffici dell’assessore Lanzarin per una audizione entro la fine di agosto. Siamo convinti che l’algoritmo va cambiato e proporremo di portare l’Isee Erp al tetto di 30 mila euro», dice Rocelli. Altri sindacati studiano come non far pesare i trattamenti di fine rapporto (Tfr) e i risarcimenti per malattie e infortuni, che spesso rappresentano i risparmi delle famiglie. Colpendo, duro, invece i “furbi” che stanno nelle case popolari occultando redditi decisamente alti. —
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