M9, altri due anni di disavanzo per il 2019 sopra i 6 milioni

Fondazione, indiscrezioni dopo il consiglio generale: 5 milioni di perdita nel 2020  Brunello non si abbatte: «Sono previsioni. Pareggio da centrare entro il 2021»



Tre milioni e 800 mila euro di perdite per il museo M9 nel 2019 e circa 2,5 milioni per il distretto commerciale. Una previsione di disavanzo di 6,3 milioni che nel 2020 dovrebbero scendere a 5 milioni (1,9 milioni per il distretto e 3,2 milioni per il museo).

Dopo aver chiuso il bilancio 2018, quello della corsa alla inaugurazione, con una perdita di 4,7 milioni, le previsioni formulate dal segretario generale della Fondazione di Venezia, Stefano Antonio Sernia, confermano che il cambio di passo per il progetto M9 è necessario. Per evitare di tramutare un progetto strategico in perdita.

È tempo di pigiare sull’acceleratore altrimenti la Fondazione, presieduta da Giampietro Brunello, dovrà ripianare i debiti piuttosto che gioire del pareggio dei conti messo come obiettivo certo entro la fine del 2021. I dati di previsione li ha esposti il segretario generale all’ultimo consiglio generale, quello che ha visto entrare nel Cda Vincenzo Marinese, presidente di Confindustria Venezia, e in Consiglio generale Emanuela Bassetti, moglie di Cesare De Michelis e presidente di Marsilio Editori e Civita Tre Venezie. E sono subito circolati, visti i noti malumori sulla operazione.

«Attenzione, questi numeri sono solo la possibile proiezione dei conti ad aprile 2019 e sono negativi solo se non si fa nulla. Ma sono destinati a cambiare. Noi stiamo mettendo in atto le azioni che abbiamo già annunciato e che sono tutte in via di sviluppo», precisa il presidente Brunello.

Il trend di vendita dei biglietti del museo, circa 6-7 mila al mese, non soddisfa nessuno. E ci sono i 2.400 metri quadri di spazi del distretto non ancora occupati, senza entrate da fitti ed eventi. Li aveva prenotati il coworking Copernico che non si è palesato. E in fondazione si sta pensando ad arrivi alternativi. E necessari. Edmondo Pasquetti, amministratore delegato del distretto, è in missione anche a Roma, in questi giorni, per stringere nuovi accordi. In città si sono visti i primi totem informativi. «Ci sono le intese da chiudere entro fine mese con il Ministero dell’Istruzione e gli assessorati regionali per far in modo che la visita al museo entri nella programmazione di visite scolastiche dal prossimo ottobre», continua a precisare Brunello, e «si sta lavorando agli accordi con le crociere e con i tour operator, che programmano un anno prima per l’anno dopo, è noto. Insomma il lavoro è in pieno fermento» .

L’ingresso di Marinese nel Cda è legato anche al progetto M9. La presenza di Confindustria, per la rete di contatti con le aziende del territorio, è ritenuta dalla presidenza della fondazione un contributo importante per fare in modo che gli spazi del Museo mestrino diventino anche una grande vetrina delle aziende veneziane, specie quelle che investono in tecnologia.

Di recente per M9 è passata anche H-Farm. —



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