Addio a Marina Magrini raffinata studiosa veneziana

Docente a Ca’ Foscari, esperta della pittura del Settecento. Le pubblicazioni per la Cini e l’Ateneo Veneto I funerali giovedì alle 11

VENEZIA. Era una grande studiosa del Settecento e dell’arte figurativa veneziana. Persona raffinata e colta, appassionata del suo lavoro e della sua città. Marina Magrini non ce l’ha fatta. Ha combattuto come un leone contro una malattia che l’aveva colpita lo scorso anno. Ha scritto e studiato fino ai suoi ultimi giorni.

Aveva 70 anni, una classe indiscutibile, e una competenza come pochi altri nelle questioni della cultura veneziana. Aveva cominciato come giornalista all’Ufficio stampa del Comune, adoperandosi in prima persona per la riapertura del teatro Goldoni. Poi all’Università di Ca’ Foscari, come ricercatrice, storica dell’arte, esperta del Settecento veneziano. Il suo autore era Francesco Fontebasso, allievo veneziano di Sebastiano Ricci ed esponente della pittura “monumentale” di inizio Settecento. Su di lui aveva scritto una importante monografia agli inizi degli anni Novanta.

Poi era arrivata l’esperienza della Fondazione Cini. Gli studi con Alessandro Bettaglio e le «Lettere artistiche del Settecento veneziano», l’attività culturale all’Ateneo veneto con Bettagno e poi Carlo Rubbia, Giannantonio Paladini. L’ultimo lavoro, l’organizzazione della grande mostra sul Settecento a Ca’ Rezzonico, per cui aveva scritto anche un testo sul catalogo. «Era una donna di grande cultura», la ricordano i tanti amici ed estimatori, «mai saccente o spocchiosa, raffinata e semplice, ottimista e determinata».

Negli ultimi anni si era avvicinata al Soroptimist, il club delle professioniste veneziane per cui era adesso candidata presidente. Un incarico a cui aveva dovuto rinunciare proprio per la malattia arrivata improvvisa. Le socie e la presidente Gabriella Straffi la ricordano con grande affetto e ammirazione. I funerali di Marina Magrini si terranno giovedì alle 11 nella chiesa di San Pantalon. Un luogo simbolo della cultura veneziana del Sei e Settecento, con lo splendido – unico al mondo – soffitto affrescato da Giovan Antonio Fiumani e le opere di Veronese. Un luogo che le sarebbe senz’altro piaciuto. —

 

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