Polizia locale col Taser sei mesi di prova con 2 agenti per turni

Delibera di giunta applica le norme del Decreto sicurezza Agostini: «Mezzo estremo per fermare chi è aggressivo»

Via libera dalla giunta comunale veneziana alla sperimentazione del “taser”: la pistola elettrica entra nella dotazione della Polizia locale. Il corpo dei vigili da tempo ha cambiato pelle: prima erano arrivati manganelli e pistole, poi alcune mitragliette. Ora arriva la pistola che con una scarica elettrica stordisce una persona.

La delibera parla di “sperimentazione di armi ad impulsi elettrici come dotazione di reparto del personale del Corpo della Polizia locale di Venezia”. «Il segnale è chiaro», spiega l’assessore alla Sicurezza Giorgio D’Este, «tutti i cittadini possono contare su un’amministrazione che sta investendo quante più risorse possibili in tema di sicurezza e controllo del territorio, e verso i nostri agenti di Polizia Locale, che ora potranno usufruire di un ulteriore strumento per tutelare l’incolumità propria e di quanti si trovano sul nostro territorio. Il Corpo sarà atorizzato a dotare, in via sperimentale e per sei mesi, due operatori per turno di servizio, con la qualifica di agente di pubblica sicurezza, di un’arma comune ad impulsi elettrici».

Il comandante Marco Agostini precisa: «È importante che tutti sappiano che l’utilizzo del taser sarà l’estremo mezzo per rendere innocui soggetti estremamente agitati e aggressivi, armati con armi da sparo, da taglio o qualsiasi altro oggetto che possa costituire grave pericolo per l’incolumità pubblica e degli agenti operanti. Ciò dimostra l’intenzione del corpo di usufruire del nuovo strumento come mezzo per disincentivare azioni sconsiderate da parte del soggetto coinvolto».

La delibera deve andare al voto del consiglio comunale e sarà discussa dalla seconda commissione, presieduta da Enrico Gavagnin, consigliere delegato alla Sicurezza partecipata, che spiega: «Applica il Decreto sicurezza del dicembre 2018. La sperimentazione, che avrà inizio alla conclusione del periodo formativo del personale, avverrà secondo le specifiche linee guida». Tredici città italiane vedono le forze dell’ordine sperimentare l’uso del Taser: sono Milano, Napoli, Torino, Bologna, Firenze, Palermo, Catania, Padova, Caserta, Reggio Emilia, Brindisi e Genova. Dopo sei mesi di sperimentazione, il Dipartimento di Ps ha previsto una proroga di tre mesi ma il sindacato di polizia Fsp con il segretario veneto Mauro Armelao protesta chiedendone l’immediata applicazione. «I primi sei mesi di utilizzo ha dato ottimi frutti», ha detto Armelao. «Dal Dipartimento di Pubblica Sicurezza hanno confermato che lo strumento si è rivelato fino a oggi un ottimo deterrente, e difatti nella maggior parte dei casi è stato sufficiente solo mostrarlo per far desistere lo scalmanato o il delinquente di turno». —

M.Ch.

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