Vaccini, ultimatum del Comune. A rischio esclusione 44 bimbi

Sono 44 i bambini, tra asili nido e scuole d’infanzia del Comune di Venezia, che non risultano in regola con le vaccinazioni. E che ora, in mancanza di documentazione da presentare entro dieci giorni, rischiano di restare fuori dalla classe. In questi giorni, alle loro famiglie è stata recapitata una raccomandata che comunica l’avvio della procedura di decadenza.
I rinvii, le proroghe, le autocertificazioni sono infatti finite: il 12 marzo era l’ultimo giorno per mettersi in regola con i vaccini obbligatori. La legge Lorenzin, che prevede dieci vaccini obbligatori e, appunto, l’esclusione dalla scuola dell’infanzia per i bambini non in regola (per quelli di elementari e medie invece scattano le multe ai genitori) diventa dunque pienamente operativa, dopo una serie di rinvii. L’ultimo, deciso nella scorsa estate, spostava la scadenza dal settembre 2018 al 10 marzo 2019, per evitare il caos alla riapertura delle scuole dopo le vacanze. Secondo i dati dell’Usl Serenissima, la copertura vaccinale è oggi, al 95, 4% nel distretto del Veneziano. Tra i bambini senza vaccino molti sono quelli che non frequentano i servizi privati o comunali rivolti alla prima infanzia. Durante la procedure di verifica degli oltre 2.200 bambini e bambine tra gli 0 e i 6 anni iscritti nei 27 asili nido e 18 scuole d’infanzia, la dirigente del settore scolastico comunale ha verificato 44 irregolarità dopo aver chiesto i dati all’anagrafe vaccinale della regione Veneto. Vista la delicatezza dell’argomento, dopo un ulteriore approfondimento sono partite le comunicazioni alle famiglie con l’avvio della procedura di decadenza dall’iscrizione scolastica. Entro dieci giorni, potrà essere prodotta la documentazione necessaria a scongiurare l’esclusione. Gli unici a salvarsi, saranno coloro che dimostreranno che il rinvio della vaccinazione è legato a una comprovata ragione medica prescritta dal pediatra in persona. In mancanza, l’unica è la conferma della decadenza e l’esclusione da scuola (a meno che i genitori non decidano di ritirare i figli dalle scuole. «Da parte del Comune», commenta l’assessore all’istruzione, Paolo Romor, «c’è lo scrupoloso rispetto dell’obbligo previsto dalla legge. Ora continueremo a monitorare la situazione».
E nessuna segnalazione, per adesso, arriva dalla Fism (la federazione italiana scuole materne paritarie). La conferma arriva dal presidente regionale, Stefano Cecchin. «Per il momento», spiega, «non ci sono segnalazioni di difficoltà da parte delle scuole paritarie. Non ci risultano casi di sospensione della frequenza, il che significa che scuole e famiglie hanno collaborato. Prima della scadenza, quindi, è stata portata la documentazione. Chi a settembre aveva auto-certificato di essere in regola, ha portato nel frattempo il certificato di stato vaccinale. Tra coloro che avevano autocertificato di aver preso appuntamento, alcuni hanno terminato il ciclo di vaccinazioni oppure hanno dimostrato di aver preso appuntamento nelle prossime settimane». Nelle 130 scuole materne della provincia di Venezia, a cui vanno aggiunti i 40 asili nido, la Fism ha registrato solo una decina di ritiri. Si tratta di quei casi nei quali i genitori, scadute le autocertificazioni, non se la sono sentita di andare avanti. «Si tratta pur sempre di numeri risicatissimi», conclude Cecchin, «su un totale di migliaia di bambini nelle nostre scuole. Ovvio che non fa piacere che i bambini stiano a casa con i nonni, però parliamo comunque di percentuali bassissime e in linea con i ritiri dei precedenti anni scolastici». –
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