«Denunciare i reati all’autorità giudiziaria»

Il lavoro di Rete l’Abuso e di Eca continua anche ora, quando il summit non è più al centro delle cronache.

È stata infatti appena pubblicata la risposta sul sito www.retelabuso.org all’annunciata iniziativa della Commissione diocesana per la tutela dei minori, firmata dall’arcivescovo di Milano Mario Delpini. La suddetta commissione si propone di avviare iniziative nelle parrocchie per ascoltare e accompagnare le vittime di abusi di adulti che “hanno un uso imperfetto della ragione e che possono rivestire compiti educativi nelle realtà diocesane”. Un’iniziativa al vaglio delle associazioni delle vittime che non vorrebbero che tali centri d’ascolto si trasformassero in luoghi dove carpire informazioni senza che ci siano pubbliche denunce e attuare misure per togliere di scena alcuni religiosi senza che i nomi vengano insabbiati. «A lasciarci un po’ perplessi», spiega il portavoce Simone Padovani, «non è solo il fatto che questi sportelli, nella sostanza, proseguono quanto si fa da sempre, ovvero raccogliere denunce nelle diocesi e non segnalarle all’autorità giudiziaria, ma anche il fatto che non viene specificato quali garanzie hanno le vittime, chi gestirà questi sportelli e che uso si farà delle informazioni».

L’associazione propone, come ribadito dal presidente, la vittima Francesco Zanardi, alcuni punti: garantire che venga segnalata all’autorità giudiziaria qualunque notizia di reato o sospetto di reato, lasciando la gestione e l’accertamento della notizia, unicamente all’autorità civile competente; che la vittima sia tutelata e garantita nel percorso di soccorso. —

V.M.

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia