Influenza suina fatale Il ristoratore Vianello non supera la crisi

Un virus letale, contratto con ogni probabilità in un battello affollato di ritorno dal lavoro, che non gli ha lasciato scampo dopo un mese di ricovero. Luca Vianello è morto in seguito alle complicazioni per l’influenza suina H1n1.

VENEZIA. Un virus letale, contratto con ogni probabilità in un battello affollato di ritorno dal lavoro, che non gli ha lasciato scampo dopo un mese di ricovero. Luca Vianello è morto in seguito alle complicazioni per l’influenza suina H1n1. L’uomo, 49 anni, da circa vent’anni lavorava per la cooperativa di Taxi Serenissima. La sua licenza era cessata da diverso tempo, e attualmente era impiegato come sostituto. Divideva il suo lavoro tra il trasporto acqueo e il suo ristorante alla Giudecca, che gestiva da circa un anno insieme alla moglie Stefania e ai figli Matteo (21) e Davide (18).

Vianello inizia a sentirsi male il 29 dicembre. Ma quella che sembrava una banale influenza si trasforma in un dramma che diventa tragedia. Il 3 gennaio le condizioni di salute e di respirazione peggiorano vistosamente. Viene così portato d’urgenza all’Ospedale Civile, dove la dottoressa Geremia intuisce la patologia. Vianello è ancora cosciente, gli viene spiegata la gravità della situazione. Prima di essere intubato e indotto in stato di coma farmacologico, fa presente che anche il figlio Matteo inizia ad avere gli stessi sintomi. Viene tranquillizzato e poi sedato. Da quel momento, non ha più potuto parlare con i familiari. Il 4 gennaio viene ricoverato anche il figlio Matteo. Un giorno dopo, anche lui è trasportato nel reparto di rianimazione: i sintomi sono gli stessi del padre, gli viene diagnosticato lo stesso virus di influenza suina H1n1. Decisivo, secondo i familiari, è la tempestività con cui il ragazzo è stato trasferito in ospedale. In effetti, Matteo Vianello nel giro di dieci giorni inizia a rispondere alle cure e dopo dodici giorni torna a casa, provato fisicamente ma salvo. Il padre, invece, il 9 gennaio ha un ulteriore aggravamento. I medici ne dispongono il trasferimento all’Angelo di Mestre, ospedale che ha in dotazione un Ecmo. Si tratta di un macchinario che permette, in condizioni di insufficienza respiratoria, di mettere a riposo cuore e polmoni sostituendosi alla funzione ventilatoria e di pompa. È l’ultima chance per guarire i polmoni, gravemente compromessi. Nonostante le speranze dei medici, convinti fino all’ultimo di poter recuperare la salute di Vianello, il miglioramento non avviene.

I familiari riferiscono che, con ogni probabilità, Vianello si è ammalato in battello nel tragitto verso il ristorante. I sintomi si sono manifestati il 29 dicembre, e nei due giorni precedenti Vianello è andato nel ristorante alla Giudecca. Secondo la famiglia, il figlio Matteo potrebbe essere stato contagiato da un colpo di tosse o da uno starnuto del padre. I funerali si terranno venerdì alle 11 nella chiesa di San Geremia. —

E.P.


 

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