«Recuperare immobili dismessi»

Pellegrini propone un progetto per ripopolare parti della città  

Invertire il trend dello spopolamento è possibile, anche a Venezia. Come fare? Con un eco-quartiere all’insegna di una maggiore coesione sociale e della sostenibilità ecologica in aree dismesse.

È Fondamenta Novissima, un progetto ambizioso promosso dal Lions Club Venezia Host che riguarderà l’area Trevisan, Scalera e l’ex inceneritore a Sacca Fisola. Qualche dettaglio in più si avrà nella conferenza del 19 giugno “La città che verrà…anche Venezia?”. Certo è che, come rivela Piero Pellegrini, presidente Lions Venezia, «sarà un esempio di città sostenibile per i veneziani, realizzata con fondi privati». L’anticipazione arriva dall’appuntamento sul futuro della città d’acqua tenutosi l’altro ieri alla scuola Grande di San Giovanni Evangelista. Tra gli ospiti, Alexandròs Fotakis (ingegnere, architetto e studio assistant all’Epfl), ha illustrato il caso di Zurigo che, come Venezia, sconta da decenni un calo drastico della popolazione con timidi segnali di ripresa solo dal 2002. Il merito, secondo Fotakis, sta nella nascita di eco-quartieri.

Si tratta di una serie di appartamenti in cooperativa, con canoni per gli inquilini ridotti anche del 50% rispetto al mercato. Intorno ai nuclei abitativi ci sono spazi comuni dove sviluppare iniziative di quartiere. Zero proprietà privata e massima condivisione all’insegna della sostenibilità ecologica per ricreare coesione sociale. «Un lavoro difficile e lungo» spiega Fotakis «che negli anni ha dato risultati: dal 2002 ci sono 50 mila abitanti in più». Un processo lungo, lo sa bene l’architetto greco, «perché occorre cambiare paradigma e ripensare gli spazi comuni». Ripetibile anche a Venezia? «Certo» conclude «è il futuro delle nostre città, soprattutto da un punto di vista sociale, oltre che economico e ambientale». Ospite dell’incontro anche Massimiliano Lepratti, presidente dell’associazione Economia e Sostenibilità (Està), che pensa che sia possibile recuperare immobili degradati, anche grazie a fondi esclusivamente privati. È il caso della Cascina Cuccagna di Milano. Abbandonata nel corso degli anni, oggi la struttura è utilizzata per usi prevalentemente sociali e culturali. (e.p.)



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