Star veneziane al Salone del mobile

I designer Nichetto, Massari e studio Zanellato Bortolotto alla fiera di Milano

Il design è tra noi, più di quanto si pensi. È il linguaggio di lampade trasportabili, scaldabagni “contemporanei”, pouf “brasilianeggianti”. Arrivano dai designer veneziani molte delle novità d’avanguardia presentate al Salone del Mobile di Milano (appena concluso), la fiera più importante, a livello mondiale, nel settore casa-arredamento.

Tra i partecipanti c’era lo studio Nichetto. Dopo la laurea allo Iuav, nel 2006 Luca Nichetto fonda il suo studio di design. Inizia a collaborare con diversi brand internazionali finché, nel 2006, apre il secondo studio a Stoccolma. A Milano, Nichetto ha presentato oggetti di arredamento di ogni tipo e assortimento.

C’era, ad esempio, la lampada trasportabile “Lucerna” o “Tenso”, il primo sistema-divano. Oppure i letti, come il “Bend” o il “Curve”, realizzati in legno curvato con forme avvolgenti, basi in metallo e struttura in alluminio con vano contenitore. L’ha disegnato lo studio Zanellato-Bortolotto, nato su iniziativa di, rispettivamente, Giorgia e Daniele nel 2013. Da un po’ di tempo, i due designer hanno la direzione creativa della Bolzan, azienda di Sacile specializzata in letti e relativi accessori.

Tra gli stand, anche lo studio Zaven, di base a Marghera. Fondato nel 2006 da Marco Zavagno ed Enrica Cavarzan, Zaven spazia dal design del prodotto, alla grafica e all’allestimento. Nello showroom di Foro Bonaparte, lo ha presentato una collezione di lastre in ceramica e moduli tridimensionali. È l’evoluzione del progetto di ricerca Practice Practice Practice, presentato di recente al Festival di Design di Londra. Si tratta di lavori realizzati con la tecnica di stampaggio a pressa e ispirati a Nino Caruso, famoso ceramista e scultore italiano scomparso nel 2017.

Sempre in ceramica, anche alzate, piatti da portata e ciotole. Sempre da loro arrivano i “Pop”, i piccoli oggetti possibili: una collezione di 5 pezzi, dagli usi più vari. Lo scopo rimane quello di creare interazioni: tra il mobile, l’utente e l’ambiente che lo circonda. Come per l’armadio Rudolf II, un armadio-specchio che s’ispira, e stravolge, la tradizione veneziana; o per Mableabilia, oggetti di arredamento realizzati con un riciclo creativo di marmi e onice. Sono le proposte di Lucia Massari, un master alla Royal art college di Londra, prima di tornare a Venezia per collaborare con gli artigiani locali.

Eugenio Pendolini

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia