Troppi dubbi sulla morte della 18enne

L’autopsia: deceduta per investimento. Ma il medico legale si è preso tempo per ricostruire le modalità dell’incidente

L’unica certezza, al momento, è che il decesso della 18enne, nella serata di venerdì della scorsa settimana in tangenziale, sia stato causato da un investimento ad una cinquantina di metri in entrata al casello di Villabona, in direzione di Milano. Ma c’è un alone di mistero tutto attorno alle modalità della morte, per la quale la Procura della Repubblica ha iscritto sul registro degli indagati un autotrasportatore di 53 anni di Stra con le accuse di omicidio stradale e omissione di soccorso. Misteri a cui dovrà dare una risposta il medico legale Barbara Bonvicini che nella giornata di mercoledì ha effettuato l’autopsia sulla salma della ragazza. Anzitutto come sia avvenuto l’impatto e su quale parte del corpo la ragazza sia stata colpita. Questo in relazione alla posizione della ragazza al momento dell’impatto rispetto alla strada e al camion che l’avrebbe colpita.

Ci sono poi da capire i tempi del decesso, ovvero se la ragazza sia morta per l’impatto con l’autoarticolato condotto dal camionista 53enne o se possa essere stata colpita anche da altri veicoli nei minuti necessari ai soccorritori perché arrivassero sul luogo dell’incidente. Di certo si tratta di un caso complesso, tenuto conto anche della tragedia che ha portato con sé e del dramma che sta vivendo la famiglia della 18enne, che si è affidata all’avvocato Marino De Franceschi. Per questo il medico legale si è preso tempo fino a maggio per depositare la sua relazione.

Fondamentali, per la prosecuzione delle indagini, saranno i riscontri non solo dell’autopsia, ma anche sulla dinamica dell’incidente. Ieri, davanti al pubblico ministero Giorgio Gava, è stato conferito l’incarico all’ingegner Zamuner. Il legale che rappresenta la famiglia ha nominato quale consulente l’ingegner Piacenti, che parteciperà alle operazioni peritali. Anche l’indagato, difeso dall’avvocato Andrea Niero, ha scelto l’ingegner Picelli a cui affidarsi.

Nei prossimi giorni, poi, il pubblico ministero affiderà anche una perizia sul telefono cellulare dell’indagato, che è stato sequestrato. Questo per chiarire se l’uomo fosse impegnato in una telefonata o a scrivere un messaggino nel momento in cui è avvenuta la tragedia, oppure se nelle ore successive avesse scritto a qualcuno cosa gli fosse capitato. Perché agli agenti della polizia stradale che lo hanno identificato e denunciato, il 53enne ha detto di aver sentito un colpo mentre stava viaggiando sulla tangenziale, ma di aver creduto di aver centrato un cane di grossa taglia, tipo un labrador, e quindi di aver proseguito dritto.

I poliziotti sono arrivati a lui grazie alle telecamere di Cav puntate sulla tangenziale e ad alcuni frammenti ritenuti essere appartenenti alla carrozzeria dell’autoarticolato del 53enne che sono stati trovati sull’asfalto. Intanto il pm ha rilasciato il nulla osta per la sepoltura.

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