Condannato Marcon, ex presidente Ater

Inchiesta Pantano: il dirigente veneziano punito con 2 anni e 9 mesi, dovrà versare un risarcimento da 30 mila euro

L’impianto accusatorio regge, ci furono appalti inquinati nella pubblica amministrazione anche se a fronte di una richiesta di pena del pubblico ministero nei confronti di 17 persone un totale di per 35 anni, il collegio giudicante (Stefanutti, Lazzarin, Alcaro) ha inflitto 18 anni totali assolvendo 5 persone (di una lo chiedeva anche la procura) e restituendo gli atti al pm per la modifica dell’imputazione adun imputato. Per diversi imputati c’è stato un alleggerimento dell’imputazione con la cancellazione di alcune contestazioni. Al vertice di quella che è considerata un’organizzazione vera e propria tre imprenditori (Andrea Caporello, Manuel Marcon (patteggiò 2 anni) e Roberto Unizzi (patteggiò 1 anno e 5 mesi): secondo l’ipotesi investigativa si sarebbero accaparrati lavori pubblici da Ater (ex Istituto autonomo case popolari) di Padova e Venezia, come dal Comune e dalla Provincia di Padova nonché dal V Reparto Infrastrutture dell’Esercito competente sulle manutenzioni delle strutture militari nel Nordest. Un vero e proprio “pantano”, che è il nome dell’inchiesta.

I nomi. Ecco chi sono i 17 imputati e le relative decisioni del tribunale. L’architetto Aldo Luciano Marcon, ex direttore generale Ater di Venezia, 2 anni e 9 mesi, interdizione temporanea dai pubblici uffici e una provvisionale di risarcimento di 30 mila euro in solido con l’imputato che segue; l’assicuratore Oscar Erminio Rigillo, 1 anno e 5 mesi; Luana Levis dell’associazione Andromeda, assolta; l’allora deputato del Pdl Filippo Ascierto, 1 anno, 2 mesi, confisca beni sequestrati, risarcimento a favore del Comune di Padova di 3 mila euro; Sante Graziano Cogo (dipendente Ater di Padova), 1 anno e 8 mesi e una provvisionale di 15 mila euro; Massimiliano Berto (assolto) e Nazario Borina (1 anno e 10 mesi), dipendenti della Provincia di Padova; Luca Frigo (restituzione degli atti al pm per formulazioni diverse da quelle contestate) e Fiorenzo Boschello (assoluzione), dipendenti della Provincia di Padova; l’imprenditore Luca Simone Ferro (assolto); l’imprenditore Andrea Caporello (1 anno, 11 mesi, 14 giorni); Roberto Lasalvia (tenente colonnello dell’Esercito), 3 anni e 5 mesi; Giuseppe Serasin (1 anno e 500 euro di multa); Nik Favero (1 anno, 3 mesi e 800 euro di multa), Saba Favero (assolto) e Antonio Baraldo, 7 mesi (imprenditori); Mario Bonin di Curtarolo, 1 anno e 7 mesi, provvisionale a favore del Comune di Padova di duemila euro.

Le accuse. Impresari, impiegati, funzionari o dirigenti pubblici, erano accusati inizialmente a vario titolo di associazione per delinquere, turbativa d’asta, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, falso ideologico e materiale, millantato credito, truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche e malversazione ai danni della Regione. Diverse contestazioni sono cadute. Decisive le affermazioni dell’impresario Andrea Caporello che in aula ha assicurato di aver pagato due viaggi (uno in Turchia e l’altro a Milano Marittima) a Lasalvia. Due i sistemi collusivi: nel caso di gare d’appalto le ditte formavano un cartello stabilendo a tavolino chi avrebbe vinto, salvo poi dividersi la torta.

Ascierto. L’ex deputato del Pdl era accusato di malversazione e truffa per aver promesso di garantire appalti quando al vertice dell’Ater di Padova sarebbe arrivato l’amico Aldo Luciano Marcon. «Mi sento tradito da questa giustizia che per tanti anni ho difeso», assicura.

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