Minniti: «Un patto per la sicurezza»

Il ministro dell’Interno al Teatro Momo con i candidati del Pd «Le città non sono state militarizzate, premiati dal turismo»
Foto Agenzia Candussi/ Scattolin/ Mestre, teatro Momo/ Incontro con il ministro Minniti e i candidati del Partito Democratico - nella foto Minniti
Foto Agenzia Candussi/ Scattolin/ Mestre, teatro Momo/ Incontro con il ministro Minniti e i candidati del Partito Democratico - nella foto Minniti

È Toccato al ministro dell’Interno Marco Minniti dare la carica al popolo del Pd per l’ultima settimana di campagna elettorale in vista del voto del prossimo 4 marzo. Al teatro Momo, davanti a più di 200 persone, il titolare del Viminale ha affrontato i temi della sicurezza e della libertà. Accanto a Minniti, oltre al segretario regionale del Pd, Luigi Bisato, c’erano i candidati nei vari collegi di Camera e Senato Nicola Pellicani, Andrea Ferrazzi, Sara Moretto e Barbara Penzo.

Il ministro ha affrontato i temi nazionali, con ricadute anche sulla città. A partire dall’ipotesi di un patto per la sicurezza urbana - sul quale è intervenuto su sollecitazione di Pellicani - da firmare per Venezia come è già stato fatto per Milano. «Con la consapevolezza», spiega il ministro, «che non può esserci un patto uguale per tutte le città, ma ogni città deve trovare il suo e in questo è fondamentale il rapporto con chi sta nel territorio».

Perché la sicurezza urbana è «un concetto diverso dall’ordine pubblico, l’unica idea che ha in testa la destra», e coniugare sicurezza e libertà è possibile. L’importante è che il Pd sappia parlare con chi abita nelle periferie, con le famiglie normali, con chi prende l’autobus tutti i giorni, le persone che vivono sulla propria pelle i disagi del degrado urbano. «Le piazze più sicure sono quelle più vissute», ricorda Minniti, dopo che Ferrazzi aveva ricordato il diritto di tutti a camminare senza paura per le strade della città». «Non è vero che per essere più sicuri dobbiamo rinunciare alle nostre libertà», scandisce Minniti, secondo il quale il governo in questi anni «è riuscito a garantire la sicurezza e la vivibilità delle città». Una prova? «La crescita del turismo, a Venezia e nelle altre città d’italia», ribadisce Minniti, «la prova di come l’Italia sia considerato un Paese bello e sicuro». Sicurezza, terrorismo, migranti. I temi caldi della campagna elettorale che devono essere affrontati anche da sinistra, con i quali - ripete più volte il ministro - bisogna confrontarsi a viso aperto».

Ma con alcuni punti fermi. Primo: «In Italia non c’è alcun posto per le rappresaglie e per l’odio razziale (in riferimento a Macerata, ndr). Lo dico da ministro dell’Interno, con la convinzione di chi non sottovaluta nulla, di chi presta la massima attenzione». Secondo: «L’antifascismo un valore fondativo della nostra Repubblica e della nostra democrazia» ma non può dirsi democratico chi impedisce agli altri di parlare con la violenza».

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