«Masegni danneggiati, intervenite»

VENEZIA . Il problema masegni di nuovo al centro dei riflettori. «Lo stato della pavimentazione nella nostra zona, Canarregio e campo Santi Apostoli», denuncia il fotografo veneziano Ettore Lagomarsino, «è in condizioni disatrate, con pericolo per la deambulazione delle persone anziane e dei bambini».
Pietre sconnesse, altre sollevate. Alcune danneggiate dal passaggio dei carrelli con ruote rigide in ferro dei supermercati. Altre ancora segate o tagliate per installare la fibra ottica. «Abbiamo chiesto un intervento al Comune e alla Municipalità», dice Lagomarsino.
Rimettere in sesto le pietre. Ma rispettando la loro storia. Troppo spesso infatti nelle aree vicine i masegni asportati per i lavori non sono più stati rimessi in pristino. Alcuni vengono anche segati con strumenti elettrici, poi mandati al macero e sostituiti con pietre non più della trachite euganea, ma più moderne e diverse. Un allarme lanciato qualche mese fa anche dalla Nuova. «Stiamo monitorando i lavori in corso che comportano il sollevamento della pavimentazione», aveva risposto il Comune, «e alla fine di quei lavori tutto tornerà come prima». In realtà invece molti dei «tappi» provvisori in cemento sono stati sostituiti che pietre che nulla hanno a che vedere con la pavimentazione storica veneziana, composta di masegni in trachite tagliati a mano e posati sulla terra. La bellezza storica unita all’elasticità di un pavimento unico al mondo.
Pian piano però la città sta cambiando pelle. Le vecchie pietre vengono spesso mandate al macero, perché durante i lavori sono state danneggiate. le nuove non hanno sicuramente il fascino di quelle originali.
In molte calli della città, da Cannaregio a Rialto, la conclusione dei lavori per la posa della fibra ottica di Tim ha portato alla trasformazione del pavimento. Granulato e cemento al posto della trachite, dal momento che le cave dei Colli Euganei, tradizionale serbatoio per il rifornimento delle pietre, ormai sono esaurite.
È necessario dunque un controllo a tappeto su tutti i minicantieri aperti in città. Che prevedono per la posa dei tubi di plastica e della nuova fibra sezioni ogni dieci metri della pavimentazione.
Un lavoro delicato, che se non fatto a regola d’arte e secondo la tradizione potrebbe compromettere una parte importante di città. A questo si assommano le necessità di riparare i masegni danneggiati e sollevati. «Vigileremo», dice Lagomarsino, «perché si intervenga in modo rispettoso». (a.v.)
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