Soldi dal Qatar per ristrutturare il Correr

Dopo la mostra al Ducale con i gioielli della sua collezione, lo sceicco è lo sponsor per i lavori nell’ala espositiva al secondo piano
Arrivano dal Qatar i fondi per la ristrutturazione dello spazio mostre del museo Correr, al secondo piano delle Procuratie Nuove. Oltre un milione di euro per l’intervento - che è già in corso all’interno del museo marciano - assicurato da una donazione dello sceicco Hamad bin Abdullah Al Thani, membro della famiglia reale che governa l’emirato arabo.


Una donazione silenziosa - come è nello stile dello sceicco, che non ama la pubblicità - ma sulla quale anche il Comune di Venezia e la Fondazione Musei Civici, i beneficiari, hanno finora mantenuto il riserbo. Con i fondi dello sceicco qatariota sarà possibile ristrutturare lo spazio espositivo, recuperare interamente le finestre e rifare anche l’impianto di climatizzazione. Uno degli elementi fondamentali per il museo anche per ottenere prestiti importanti per le proprie esposizioni. Sempre con i fondi della famiglia Al Thani sarà anche possibile realizzare finalmente un ascensore che colleghi direttamente il piano terra del Correr con l’area espositiva, importante soprattutto per i visitatori con problemi di mobilità. Tutto nasce dalla collaborazione instaurata con l’esposizione da settembre e fino all’inizio di gennaio 2018 a Palazzo Ducale, per la prima volta in Italia, della mostra dedicata alle gemme e ai gioielli indiani, dal XVI al XX secolo, appartenenti alla Collezione Al Thani.


Oltre 270 oggetti esposti nella Sala dello Scrutinio a Palazzo Ducale raccontano cinquecento anni di storia dell’arte orafa legata, per origine o ispirazione, al subcontinente indiano. Gemme splendenti, pietre preziose, antichi e leggendari gioielli, accanto a creazioni contemporanee. Promossa dalla Fondazione Musei Civici di Venezia, la mostra «Tesori dei Moghul e dei maharaja» espone quasi trecento pezzi provenienti dalla preziosa collezione creata dallo sceicco Hamad bin Abdullah Al Thani. Da qui è nato anche il rapporto più stretto con il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro e con la Fondazione Musei Civici, in particolare con la direttrice Gabriella Belli. Ma i rapporti tra il Comune di Venezia e la famiglia Al Thani, si sono allargati anche alla sceicca Al-Mayassa bin Hamad bin Khalifa Al-Thani, che è la sorella dell’emiro del Qatar e una delle donne che ha maggior peso oggi in Medio Oriente, inserita dalla rivista Forbes anche tra le cento donne più influenti del mondo e particolarmente attiva anche nel mondo dell’arte.


La sceicca è stata anche a Venezia in occasione della mostra dei gioielli e della Biennale Cinema. Nell’incontro di Brignaro si è parlato soprattutto di possibili collaborazioni in campo culturale e la ristrutturazione dell’ala espositiva al secondo piano del Correr va evidentemente in questa direzione. Ma ci sono anche gli interessi economici della famiglia al Thani in Italia, che si fanno sempre più cospicui. La maison Valentino, pagata 700 milioni nel 2012, i grattacieli di Porta Nuova, tramite la Coima Res, gli hotel di lusso a Firenze (Four Season, St Regis e Western Excelsior), il Gallia a Milano, il Gritti Palace a Venezia e altri a Roma. Il 49% di Meridiana, oltre a un bel pezzo di Costa Smeralda, è del Qatar. Così come l’ospedale San Raffaele di Olbia e il 30 per cento della Inalca di Cremonini, colosso della carne. Non è escluso perciò che dopo il Gritti, visto anche il rapporto in essere con Coima, che si occupa anche degli hotel lidensi Excelsior e Des Bains, la “multinazionale” qatariota guardi con interesse anche ad altre possibili destinazioni alberghiere su Venezia, mentre il Comune cerca naturalmente investitori privati disposti a puntare soprattutto sul recupero di Porto Marghera. Di concreto c’è intanto questa “sponsorizzazione” silenziosa per il museo Correr che permetterà comunque di migliorare la funzionalità del museo, all’interno della sua completa rivisitazione, a cui la Fondazione Musei Civici sta già lavorando.


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