Comune e Demanio «No alle isole-hotel»

Né il Comune, né il Demanio voglio “alberghizzare” le isole della laguna di Venezia. In particolare il bando per la concessione dell’isola di Poveglia sarà soggetto a clausole molto rigide per...
Né il Comune, né il Demanio voglio “alberghizzare” le isole della laguna di Venezia. In particolare il bando per la concessione dell’isola di Poveglia sarà soggetto a clausole molto rigide per scongiurare che arrivi l’ennesimo hotel di lusso. Parole del direttore del Demanio Veneto Roberto Reggi e della vicesindaco Luciana Colle, ma che non convincono l’Associazione Poveglia che da anni chiede di avere in concessione l’isola. Dopo l’affidamento del Faro Spignon vicino a Malamocco alla società tedesca Floatel GMbH, specializzata nel recupero di lighthouse in Scozia e intenzionata a realizzare un resort per viaggiatori solitari, il 29 dicembre si saprà la sorte dell’isola di San Secondo e dell’Ottagono di Ca’Roman.


La prossima estate toccherà anche all’Isola di Poveglia che l’amministrazione comunale ha deciso di non acquisire, non esercitando il diritto di prelazione: «È vero», ha detto Colle, «però abbiamo inserito delle indicazioni nel bando, ovvero che l’isola di Poveglia sia valorizzata per il territorio. Data la posizione, è poco fruibile come albergo e neanche io vorrei un altro albergo». Ieri mattina, a margine della presentazione del recupero di un edificio demaniale in via Altobello a Mestre, Reggi ha spiegato come saranno i bandi che verranno indetti nei prossimi mesi per restaurare gli immobili.


«Il 70% è il progetto, il 30% i soldi», spiega il direttore, «Come è avvenuto per il Faro a Maiori in Campania che oggi è gestito dal WWF, anche questo darà spazio alle migliori idee, quindi sarà aperto anche ai cittadini che in questo modo possono partecipare. In questo caso l’associazione ha presentato un progetto di birdwatching e ha vinto su chi magari aveva più disponibilità». A parole sembra che i migliori progetti possano competere con i più grossi portafogli, ma dopo tanti tentativi andati a vuoto l’Associazione Poveglia non ci crede più: «Apprezziamo moltissimo questa tendenza a valorizzare per il 70% il progetto», commenta il presidente dell’associazione Lorenzo Pesola, «ma si stima che per restaurare Poveglia ci vogliano 40 milioni, quindi il 30% è circa 12 milioni. Siamo già esclusi. Abbiamo chiesto al Demanio di inserire nel bando non attività alberghiere ma solo produttive. Il Demanio dovrebbe fare l’incubatore di imprese dello Stato e non sognare che arrivino grandi holding. Bisogna partire dal basso, da noi cittadini che siamo lo Stato».


Vera Mantengoli


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