Festa per i 50 anni del condominio Mantegna

MESTRE. Per un momento dimenticate infinite liti condominiali, auto parcheggiate di fronte al vostro garage e musica troppo forte proveniente dall'appartamento del vicino di casa. Potremmo definirlo un "felice microcosmo" quello del Condominio Mantegna, in via Aleardi, a Mestre.
Un palazzo che se potesse parlare racconterebbe centinaia di storie e che oggi, insieme alle quaranta famiglie che lo abitano, festeggia cinquant'anni di età. Compleanno tondo che gli abitanti hanno deciso di celebrare con un brindisi nel giardino.
«Sarebbe bello se tutte le assemblee condominiali iniziassero così», ci confida l'amministratore. «In questo palazzo si respira un'atmosfera meravigliosa». Il segreto? La riservatezza. «Siamo tutti in buoni rapporti, ma ci teniamo alla nostra privacy: credo sia questa la ragione del successo del condominio», ci confida un residente.
Un altro elemento importante, inoltre, è la scarsità di appartamenti in affitto: «Sono quasi tutte case di proprietà, spesso ereditate dai genitori: continuità che aiuta a mantenere un'atmosfera tranquilla».
Pizzette, patatine, salatini, bibite per i più piccoli e prosecco: ogni condomino ha voluto contribuire a questa parentesi conviviale per festeggiare il palazzo, progettato nel 1963 e abitato dal '67.
«Quell'anno è stata approvata la "legge ponte" di riforma urbanistica, che ha introdotto una serie di obblighi, tra cui quello del piano regolatore. La norma, però, è entrata in vigore sono nel '68, quindi nel '67 c'è stata un'esplosione di richieste di concessioni edilizie e per diversi anni si è continuato a costruire molto». Sono diverse le famiglie che abitano il condominio dal lontano 1967.
«Vivo qui da sempre», ci racconta uno dei condomini. «Eravamo un gruppo di ragazzini e ci trovavamo tutti i giorni nel cortile a giocare a pallone. Poi siamo cresciuti e il nostro posto lo hanno preso i nostri figli, i nostri nipoti». Alla festa hanno partecipato proprio tutti, tra brindisi, fotografie e qualche passaggio con la palla.
Un'occasione per celebrare i momenti felici e le amicizie nate su quelle rampe di scale (come quella tra due signore, che si scambiano i libri letti), ma anche per ricordare gli episodi più spiacevoli, come qualche furto e il terremoto del 1976, l'unica occasione (prima di oggi) in cui le famiglie si erano riunite insieme.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia








