«Un nuovo spazio in cui pensare»
Il tedesco Scheppe, in città dal 1998, ha restaurato un edificio alla Marinaressa

«Venezia ha bisogno di giovani e di uno spazio per pensare». Parola di Wolfgang Scheppe, tedesco di nascita, a Venezia dal 1998 per lavoro e per amore di una città che non vuole vedere preda del business. È lui che nel 2009 espose alla Bevilacqua La Masa immagini e testi di “Migropolis”, la ricerca sulla globalizzazione a partire dal caso Venezia, risultato di anni di laboratori come docente allo Iuav. Nonostante Migropolis abbia avuto più riscontro all’estero che in città, Scheppe non ha voltato le spalle alla laguna, anzi. Da qualche giorno, dopo cinque anni di burocrazia, Scheppe ha avviato l’Istituto per la Rappresentazione Politica in Riva Sette Martiri, uno spazio dove è in corso la mostra “Tutti contro lo spettacolo” con rare opere, documenti, fotografie e libri del movimento internazionale Situazionista (per visite frontdesk@marinarezza.com).
Così, quella che un tempo era la forgia della Marinaressa, da decenni chiusa in uno stato di abbandono, ora è restaurata e accessibile al pubblico. «Il mio progetto» racconta «è quello di lavorare ancora sulla città, ricreando quell’esperienza meravigliosa di Migropolis. Già allora nella ricerca erano chiari gli effetti della globalizzazione, come lo spopolamento. Oggi, se vogliamo salvare la città, dobbiamo puntare a una Venezia come luogo della riflessione».
Scheppe è uno di quei tanti veneziani d’adozione che si è fermato qui, ma diversamente da tanti stranieri che acquistano palazzi per farci alberghi o sedi di rappresentanza, lui vuole dare un contributo alla città. «Ho investito tutte le mie energie per questa sede che non è solo un luogo espositivo, ma un punto di partenza per una riflessione sulla città. Venezia ha bisogno di giovani e sono alla ricerca di partnership per creare delle borse di studio. Ogni anno, alla fine di un lavoro di ricerca, produrremo un libro o un film».
Negli ultimi anni ha riscoperto molti tesori rimasti invisibili del patrimonio culturale di Dresda, dove è stato consulente per i Musei della città. Oggi comincia un nuovo percorso a Venezia con una mostra che mette in discussione alla radice il rapporto tra artista e mercato dell’arte. «Venezia è un posto spirituale» prosegue «ma se non si frena il corso attuale degli affari che ruoto attorno a questa città, rischia di non salvarsi. Per questo spero che veneziani, fondazioni e persone interessate collaborino a una riflessione sulla città. La vita reale dipende dalla presenza dei giovani, come gli studenti che hanno bisogno di una città a loro misura, o Venezia diventerà un parco di divertimenti in pochi anni». Nel piano superiore c’è quello che Scheppe definisce «il pensatoio», dove si svolgeranno incontri con filosofi, scrittori, artisti e tutti quelli che, nella frenesia che è diventata questa città, sentiranno il bisogno di fermarsi per contribuire al sogno di una nuova Venezia.
Vera Mantengoli
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia
Leggi anche
Video








