Alloggi sociali, il reddito della discordia

Lido, il bando per le case di via Pividor destinato ai giovani fissa un limite di 74 mila euro. «Non è questa l’emergenza»
LIDO. Giovani e benestanti. Sono i possibili futuri assegnatari dei 18 alloggi del Comune che verranno venduti, affittati o affittati con promessa di futuro acquisto in via Pividor al Lido, in regime di social housing con il bando che Ca’ Farsetti sta per lanciare.


La «fame» di case per i veneziani è grande - anche per i numerosi sfratti in corso in città - ma la scelta del Comune sembra essere quella appunto di favorire le giovani coppie e di prevedere limiti di reddito piuttosto elevati.


Dei 18 alloggi da assegnare al Lido, sei verranno venduti direttamente, otto verranno affittati con promessa di futuro acquisto e 4 saranno invece affittati in regime di social housing.


I limiti di reddito familiare per poter partecipare al bando per le assegnazioni, vanno da un minimo di 15 mila euro a un massimo di 74 mila 328 euro.


Guardando però i punteggi previsti per stilare la graduatoria del Comune per l’assegnazione degli alloggi si capisce come appunto si punti soprattutto sulle giovani coppie. Ben 15 punti sono infatti previsti per le famiglie richiedenti i cui componenti abbiano tutti meno di quarant’anni. Andranno invece 10 punti a chi ha la residenza anagrafica o svolge la principale attività lavorativa nel Comune di Venezia dal almeno quattro anni consecutivi o da cinque degli ultimi otto anni.


Chi ha subìto uno sfratto esecutivo per finita locazione o ha subìto una sentenza di separazione con l’obbligo di rilascio dell’alloggio che occupava, dovrà accontentarsi di 5 punti. Gli stessi che andranno a chi ha partecipato al bando per gli alloggi dell’ex complesso scolastico La Fontaine - sempre al Lido - venendo inserito in graduatoria.


L’assessore comunale alla Casa Luciana Colle ha già anticipato che i criteri fissati per il bando sono in linea con quelli già previsti per gli alloggi del complesso del Coletti, appena assegnati.


Critico il segretario dell’Unione Inquilini di Venezia Matelda Bottoni. «Venezia ha bisogno di alloggi di edilizia residenziale pubblica più che di alloggi offerti in social housing», spiega, «per la forte tensione abitativa e l’alto numero di sfratti. Sono invece sette anni che il Comune di Venezia non emette un bando di assegnazione di alloggi Erp, quando il rimo dovrebbe essere invece di un bando all’anno. Si punta a favorire le giovani coppie e chi ha un reddito di una certa consistenza, ma non è questa, in questo momento l’emergenza abitativa della città». I dati attuali parlano di tre sfratti al giorno eseguiti nel Comune di Venezia, 8 richieste di esecuzione giornaliere con la forza pubblica, poco meno di tremila all’anno e la disponibilità di alloggi comunali per le emergenze abitative è ridotta al minimo.


Enrico Tantucci


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