«Aspettiamo una giustizia seria»

ERACLEA. Il saluto di un’intera comunità, sincero, commosso, autentico. Giuliano Babbo, il 53enne ucciso in un tragico incidente stradale sulla bretella di San Donà, a seguito di una sospetta gara di velocità in cui uno dei guidatori era addirittura senza patente, era una persona per bene e ieri nella chiesa parrocchiale del Brian di Eraclea tante persone come lui, amici, colleghi di lavoro, conoscenti, si sono strette attorno al dolore di una famiglia distrutta.
Tra l’altro ieri la Procura di Venezia ha accertato che l’investitore Kajtaz Kukiqi, 21 anni, è stato fermato tre volte alla guida senza patente, prima della tragedia nel febbraio e settembre 2016.
Le parole del parroco della chiesa dedicata a Santa Maria Elisabetta, don Giuseppe Simoni, sono state dure, nella speranza che i riflettori non si spengano dopo qualche giorno. «Giuliano è stato strappato alla vita e all’affetto dei suoi cari», ha detto il parroco nell’omelia, «perché oggi il mondo è vuoto di valori e umanità. Oggi si massacrano anziani per derubarli, per una parola di troppo. Cyberbullismo, autolesionismo con la Balena Blu sono notizie riportate dalle cronache quotidiane.
E poi una tragedia come questa per la quale è anche difficile trovare le parole. Speriamo che il sacrificio di Giuliano serva per risvegliare valori che oggi sono venuti a mancare. Ora aspettiamo una giustizia seria, perché questo crimine sia punito con una pena severa dopo la sofferenza che ha creato in questa famiglia». Papà Giorgio e mamma Vittoria, con le figlie Sonia e Barbara, si sono abbracciati davanti al feretro, piangendo ancora, a 24 anni dalla morte del primo figlio Marco, morto in un incidente stradale in cui persero la vita cinque giovani della zona schiantati contro un platano a Sindacale. Poi sono arrivati i tanti colleghi della 3ªB di Salgareda davanti alla chiesa a ricordare Giuliano.
In questi giorni tutto il territorio tra San Donà, Eraclea e Caorle ha sofferto per una morte inaccettabile. Tanti hanno pensato al nostro sistema giudiziario, alle sue lacune. Un anziano, Umberto Cantiello, ha ricordato che lui, a seguito di un banale incidente stradale e una denuncia per un litigio inesistente, è stato processato e ha pagato quasi 10 mila euro, mentre due persone, uno dei quali senza patente, sono libere o ai domiciliari in attesa del processo. Sabato la Lega Nord di San Donà, con il segretario Alberto Schibuola, raccoglierà le firme per inasprire la legge sull’omicidio stradale. Tante storie si intrecciano sulla morte di Giuliano Babbo. L’unico che finora ha pagato con la vita per colpe non sue.
Giovanni Cagnassi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia








