Grandi navi come mostri «Ora salvate la laguna»

Opera del noto artista britannico Philip Colbert dedicata agli effetti del passaggio «La città si sta spopolando, compromesso il delicato equilibrio idrogeologico»

Una nave da crociera gigantesca, rappresentata come una sorta di “mostro” alieno dotato di braccia che frantuma in mille pezzi al suo passaggio il ponte di Rialto e piomba in Canal Grande, suscitando una sorta di coloratissimo tsunami, che sommerge gondole con turisti in pigiama sgargianti e i manifestanti con i cartelli con le scritte «Save the lagoon». È la visione pop, dissacrante e fumettistica del problema delle Grandi Navi a Venezia e dei loro effetti, in un’opera del noto artista, stilista e fashion designer britannico Philip Colbert. Un’opera che - come rivela lui stesso alla rivista inglese di moda e stile GQ, che l’ha riprodotta insieme a un suo testo - sarà esposta quest’anno all’interno di una manifestazione organizzata dall’associazione We Are Here Venice per sensibilizzare Comune e autorità locali sulle azioni da intraprendere per salvare la città dai problemi legati al turismo, compreso quello crocieristico.

È stata proprio la portavoce dell’Associazione Jane Da Mosto - come rivela lo stesso Colbert nell’intervento che ha scritto per la rivista britannica e in cui compare anche la riproduzione della sua opera “catastrofica” sull’effetto delle Grandi Navi - a sensibilizzare l’artista neopop sul problema delle navi da crociera e sui loro effetti anche ambientali sulla città. Colbert era infatti già intenzionato a realizzare un’opera su Venezia, in un’interpretazione pop del vedutismo veneziano del passato. «Approssimativamente 22 milioni di turisti visitano Venezia ogni anno» scrive Colbert «e durante il picco della stagione turistica, 30 mila crocieristi entrano a Venezia ogni giorno», sottolineando i problemi che creano.

E riguardo allo spopolamento della città storica scrive che «sta diventando una città fantasma, ridotta a un parco tematico per navi da crociera, con i veneziani costretti ad andarsene dalla città per i prezzi troppo alti o sbattuti fuori per fare posto agli appartamenti turistici per Airbnb». Riguardo al passaggio delle navi da crociera, Philip Colbert ricorda come oltre all’inquinamento visivo ci sono i danni provocati sott’acqua sul delicato equilibrio idrogeologico della laguna. «Molte di queste navi» scrive «spostano 90 tonnellate d’acqua quando si muovono, che smuovono i sedimenti dei fondali e danneggiano lo stato morfologico della laguna, chiave naturale per difendere Venezia dal mare, lasciandola vulnerabile sull’azione delle alte maree e accrescendo il rischio di inondazione».

Enrico Tantucci

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