San Donà, finanziere salvato con un intervento in extremis

In fin di vita per uno pneumotorace, decisiva una delicata operazione chirurgica

SAN DONA'. Finanziere in fin di vita salvato all’ospedale di San Donà. A.P, 46 anni, se l’è vista davvero brutta due giorni fa a causa di uno pneumotorace (Pnx), sostanzialmente un polmone collassato che stava per strapparlo all’affetto dei suoi cari. Una patologia molto seria, che consiste nell’accumulo di aria nel cavo pleurico. Il Pnx può essere spontaneo, post-traumatico o secondario ad altre malattie. Il finanziere, residente a San Donà, stava male già da qualche giorno e si sentiva molto debilitato. Inizialmente non aveva attribuito grande importanza al suo stato di salute e affaticamento anche nel respiro. Si è rivolto a un certo punto al suo medico di base, la dottoressa Gottardo, che ha subito capito di essere di fronte a una patologia molto seria e non ha perso tempo. Ha dunque richiesto la visita immediata al pronto soccorso dell’ospedale di via Nazario Sauro con la richiesta di tutti gli esami che hanno stabilito lo pneumotorace.

Il paziente, agonizzante e già in fin di vita, è stato trasferito immediatamente al reparto di chirurgia dell’ospedale di San Donà, infine sottoposto poche ore dopo a un delicato intervento chirurgico senza perdere tempo presioso. Ogni minuto poteva risultare fatale come avviene in questi casi di malattie molto gravi che possono avere anche altre complicazioni improvvise. Tutta la famiglia del finanziare, i colleghi, gli amici, hanno atteso momenti che parevano interminabili. Gli è stato praticato una sorta di drenaggio, che ha permesso di togliere l’aria e, quindi, di tornare a un respiro normale. Il finanziere, ancora ricoverato nel reparto, è stato dichiarato, poco dopo. fuori pericolo. Sarà all’ospedale in osservazione ancora per qualche giorno prima di essere dimesso e tornare a casa e poi al lavoro a condurre la sua vita normale. «Mi sento molto bene», ha detto il finanziere dall’ospedale, «e devo ringraziare il mio medico per la prontezza nella diagnosi e la richiesta di ricovero ed esami e poi l’ospedale di San Donà, dal personale del pronto soccorso a quello di chirurgia dove sono stato operato e salvato».

L’ospedale di San Donà ha beneficiato di una serie di finanziamenti allo scopo di potenziare alcuni dei suoi reparti spesso nell’occhio del ciclone dopo le polemiche sull’ospedale unico mancato.

Giovanni Cagnassi

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