Nutrie lungo la Triestina allarme per la viabilità

MEOLO. Nutrie sulla Triestina, è allarme per la sicurezza viaria. Ieri una donna di Jesolo ha rischiato di uscire fuori strada poco dopo Meolo, verso Portegrandi. Per evitare una nutria che ha attraversato all’improvviso la strada, ha perso il controllo della sua utilitaria e solo per miracolo non è uscita di strada o ha causato un incidente grave. In quel momento non passava nessuno dal senso opposto e quindi ha potuto rientrare in corsia senza conseguenze. Nei giorni precedenti l’allarme era stato lanciato da altri automobilisti, quali l’ex vice sindaco di San Donà Oliviero Leo che per motivi di lavoro attraversa quotidianamente il tratto tra Musile e Portegrandi, passando per Meolo.
Migliaia. Le nutrie lungo la statale 14 abbondano e sono a migliaia ormai. Ci sono le carcasse di quelle travolte lungo la strada o sul ciglio e poi tutte quelle che si muovono tra i campi e la statale. La Federcaccia ha calcolato che nel territorio siano salite a oltre centomila esemplari.
Cacciatori. «Abbiamo chiesto un incontro con il delegato alla caccia per la città Metropolitana, ovvero il sindaco di Jesolo Valerio Zoggia», spiega Luciano Babbo, responsabile provinciale di Federcaccia, «tra il nuovo regolamento, la formazione e tutto il resto, non potremo procedere con gli abbattimenti attraverso armi o trappole prima di un mese abbondante. Riteniamo il processo macchinoso e lungo, vista l’emergenza, ma dobbiamo aspettare».
A tavola! I naturalisti sono perplessi di fronte all’improbabile abbattimento di migliaia di capi. «La vera soluzione», spiega il presidente dell’associazione naturalistica sandonatese, Michele Zanetti, «potrebbe essere quella di mangiarle. E non lo dico per scherzare, visto che la nutria è commestibile. Abbatterle con i fucili è quasi impossibile, perché ci saranno molti vincoli e ostacoli, loro proliferano in ambienti semiurbani e non sarà possibile sparare vicino alle case. Lo stesso con le trappole non sarà la soluzione definitiva. Le nutrie prolificano in questo habitat in cui hanno trovato cibo e stanno bene, senza praticamente avere dei predatori. Questo, unito al fatto che sono efficienti e creano le loro tane sicure, è davvero un problema». Per il momento però non si è ancora sentito parlare di grigliate o stufati di nutria nel Basso Piave.
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