Grandi Navi, incontro in Procura. Costa: "Non devono più passare in Bacino"

VENEZIA. Un’indagine, che aveva visto l’allora assessore regionale all’Ambiente prima indagato e poi assolto, era finita con un nulla di fatto. Ma gli ambientalisti non hanno mollato e con l’avvocato Elio Zaffalon, alcuni mesi fa, hanno presentato un nuovo esposto che ha provocato l’apertura di un’inchiesta del pm Francesca Crupi sull’inquinamento atmosferico provocato soprattutto dalle grandi navi in centro storico.
E mercoledì 13 luglio il procuratore aggiunto Adelchi D’Ippolito ha convocato una riunione raccogliendo attorno ad un tavolo, oltre al pm che coordina gli accertamenti, l’ammiraglio che comanda la Capitaneria di Porto, il presidente dell’Autorità portuale Paolo Costa (in foto), la soprintendente Emanuela Carpani e, in rappresentanze del Comune, il capo di gabinetto del sindaco Morris Ceron. Incontro per fare il punto sulla situazione, visto che ancora le grandi navi da crociera passano nel cuore della città, in bacino San Marco e in Canale della Giudecca.
«Tutti abbiamo convenuto», ha dichiarato al termine della riunione Costa, delegato a spiegare quello che era accaduto durante l’incontro, «che l’obiettivo primario è quello che le navi non devono più passare in bacino San Marco e per questo ci dobbiamo dare da fare per scavare il canale delle Tresse, la soluzione che sembra più praticabile».
Naturalmente una scelta che con la Procura, che ha il compito di reprimere reati, non ha nulla a che fare. Ma sicuramente quando e se le navi passeranno per le Tresse per arrivare alla Marittima, l’inquinamento atmosferico diminuirà, ma è certo che gli ambientalisti e tanti veneziani non saranno d’accordo con l’ipotesi di scavare ancora canali in laguna.
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