Meno Tari per i negozi dell’usato

Il festival del riuso e del baratto di domenica 17 aprile al parco Piraghetto di Mestre, organizzato da Viva Piraghetto e dai negozi dell'usato Baby Bazar Mestre, Scorzè e Mercatopoli Marghera, ha uno strascico di proposta. Durante il festival i partecipanti hanno potuto scambiare tra di loro oggetti di uso quotidiano, con il prezioso aiuto di 8 operatori del riuso che hanno gestito l'affluenza di gente, con uno “swap party”cittadino. Dalle 11 alle 18, spiegano gli organizzatori, sono stati scambiati ben 2.372 oggetti di diverse categorie merceologiche, con una media di 340 articoli scambiati all’ora e 5 al minuto. Il 50% degli oggetti scambiati erano libri e giocattoli per l’infanzia. Scambiati anche abbigliamento, scarpe, borse, cravatte, casalinghi come servizi di piatti e bicchieri, ma anche biciclette, monopattini, libri e quadri. La partecipazione di pubblico conferma che il settore attira: Mercatopoli e Baby Bazar, con circa 150 negozi sul territorio italiano, vendono ogni anno 1.200.000 capi di abbigliamento e 540.000 libri. Nel 2015 in Italia si sono contati tremila mercatini dell’usato. Dopo il festival, quindi, questo settore diventa di interesse anche per nuovi negozi.
«L’usato è un settore economico in crescita e va sostenuto con impegno», spiega Alessandro Giuliani, direttore di Leotron che ha ideato il festival del riuso, «anche perché sono sempre più numerose le attività che ogni giorno si dedicano al riuso degli oggetti. Per questo ci auguriamo che l’amministrazione comunale prenda atto che è necessario fare qualcosa in più per incentivare questo settore, come la riduzione sulla tassa dei rifiuti (Tari) per i negozi dell’usato, attività che non solo ridanno vita e valore ad oggetti ancora in ottimo stato, ma soprattutto prevengono l’aumento degli sprechi e intercettano beni, potenziali rifiuti, che potrebbero essere finiti in discarica».
Molto spesso i mercatini dell’usato sono penalizzati al momento di pagare la tassa sui rifiuti: sono assogettati ad una tariffa molto elevata che non tiene conto della loro particolarità, quella di ridare vita ad oggetti che non finiranno nei cassonetti. (m.ch.)
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