Casa Paterna in difficoltà una fusione per salvarla

Casa Paterna, spunta una nuova idea. È la fusione con un altro istituto molto conosciuto di Venezia. La proposta sarebbe di fonderla, per superare i numerosi problemi, con l’istituto Santa Maria della Pietà di Venezia ente che da anni si occupa dei minori con difficoltà. Non più una fusione con la casa di riposo Monumento ai Caduti di San Donà, come caldeggiato inizialmente dal presidente Carlo Patera, preoccupato per lo sorti della Casa Paterna di via Calnova, dove sono emersi problemi vari per il personale e anche le professionalità. Lo stesso Patera ha evidenziato la mancanza di requisiti professionali previsti dalla legge per gli educatori esistenti, quindi laurea in psicologia e non scienze dell’educazione, e il disavanzo di circa 230.00 euro, oggi praticamente sanato visto che nel bilancio di previsione 2016 il Commissario straordinario annuncia la chiusura in pareggio.
L’ipotesi di fusione con l’ente di Venezia convincerebbe alcuni amministratori che finora non si sono esposti. Intanto il consiglio di amministrazione si è espresso più volte evidenziando una certa lontananza dalle idee del presidente. I consiglieri del Cda della Ipab Monumento ai Caduti in Guerra ritengono che in un momento di grave difficoltà per le Case di riposo si debba, con senso di responsabilità, essere particolarmente attenti agli aspetti economici della gestione. Sottolineano l’importanza ci avere le risorse necessarie per garantire la sopravvivenza e lo sviluppo futuro della Ipab Monumento ai Caduti in Guerra.
«Pur tenendo conto che è importante che venga salvaguardata l’attività a favore dei minori che la Casa Paterna svolge», hanno dichiarato in un documento, «vogliamo evitare alla Ipab Monumento ai Caduti in Guerra conseguenze finanziarie negative che si rifletterebbero sugli anziani residenti e sulle loro famiglie in termini di aumento delle rette. «Inoltre vogliamo anche evitare possibili conseguenze negative», aggiungono, «per il personale della Ipab Monumento ai Caduti in Guerra, conseguenze negative che il personale non merita, considerando il servizio impegnativo di cui si fa carico. Si ribadisce in ogni modo che i consiglieri del Cda della Ipab Monumento ai Caduti in Guerra», concludono, «continuano a essere disponibili a un dialogo costruttivo finalizzato alla soluzione positiva del caso».
Giovanni Cagnassi
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