«Il corpo di Isabella in un lago a Padova»

PADOVA. Tre percorsi. Tre strade diverse per liberarsi per sempre di Isabella Noventa. Se il corpo della segretaria di Albignasego fosse stato gettato nel lago di Padova, come scrive un anonimo nella lettera recapitata all’avvocato della famiglia Noventa, Gian Mario Balduin, Freddy Sorgato e la sorella Debora dalla villa del delitto di via Sabbioni 11, a Noventa, avrebbero potuto percorrere tre tragitti diversi. Il primo: attraverso Ponte di Brenta. Il secondo: per la zona industriale. Il terzo: le tangenziali. Il dato certo, da cui bisogna partire, sono i 23 minuti tra il passaggio della Golf di Debora Sorgato sul ponte del Piovego verso il centro di Noventa, alle 00.22, e il passaggio della stessa Golf verso via Sabbioni, alle 00.55. Nelle registrazioni delle telecamere sul ponte si nota l’automobile della Sorgato con a bordo una persona, con tutta probabilità Freddy. I due in quel lasso di tempo secondo gli inquirenti potrebbero aver occultato il corpo di Isabella, mentre Manulela Cacco attendeva che tornassero girando con la sua Polo tra Camin e Noventa, come dimostrano i varchi elettronici sotto ai quali è passata. Ma dove siano andati Freddy e Debora dopo essere passati sul ponte del Piovego è ancora un mistero. Gli uomini della Squadra Mobile, dopo aver setacciato a lungo il Brenta, il casolare di via Polati, e i terreni dei Sorgato, ora vogliono ispezionare il lago di Padova, il bacino che si è creato nel cantiere di Padova Est, sotto il cavalcavia Darwin. Un lago fondo circa 3 metri, dove si può agevolmente accedere da via San Marco. Una piazzola di terra permette di parcheggiare l’auto e da lì la sponda del lago non è lontana. Pochi passi e si arriva alla riva, dalla quale si può gettare un corpo senza troppa difficoltà. Gli inquirenti ci andranno già nei prossimi giorni, insieme ai sommozzatori dei vigili del fuoco. Dune i Sorgato per raggiungerlo avrebbero potuto scegliere tra tre diverse strade.
Percorso A. È la strada più diretta, quella per Ponte di Brenta. Avrebbero dovuto percorrere: via Sabbioni, via Argine destro del Piovego, ponte del Piovego, via Roma (qui ci sono due telecamere, una all’angolo tra via Roma e via Caduti sul lavoro, l’altra tra via Roma e via Valmarana. Telecamere mobili, che non riprendono cioè sempre lo stesso punto della strada, e che quindi potrebbero non aver ripreso l’auto di Debora al suo passaggio), via Valmarana (altra telecamera, questa volta fissa), via Risorgimento, via Dante di Nanni, e infine via San Marco. Un tragitto che a velocità moderata in automobile si percorre in circa 10’. Se supponiamo che per sbarazzarsi del corpo siano stati necessari 3’, il conto con i 23’ di buco tornerebbe.
Percorso B. È via la zona industriale: via Sabbioni, via Argine destro del Piovego, via Roma, via Caduti sul lavoro, via Cappello, via Undicesima Strada, via Nona Strada, viale dell’Industria, Viale delle Grazie, via Franceschini Ezio, via San Marco. Compiendo questo percorso Freddy e Debora ci avrebbero messo 10’ per andare e 15’ per tornare. È il percorso più lungo, 23 minuti non sarebbero bastati.
Percorso C. Via tangenziali: via Sabbioni, via Argine destro, via Roma, via Caduti sul lavoro, via Cappello, via Undicesima Strada, via Nona Strada, corso Argentina, corso Irlanda, via Einaudi (a due passi dal Relax Club, dove Freddy e Manuela Cacco sono andati la notte del delitto, attorno alle 2), via San Marco. Questo sarebbe stato il tragitto più veloce: 9’ per andare e 9’ per tornare. Anche in questo caso però l’auto di Debora avrebbe dovuto essere ripresa prima dalla telecamera mobile di via Roma, poi da quella fissa di via 11ª Strada.
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