«Boicottare i prodotti turchi Ankara aiuta l’Is e uccide i curdi»

«Di turco non compro un fico secco». Con questo slogan i giovani del Centro sociale Morion ieri mattina si sono piazzati davanti al supermercato «Conad» di Strada Nuova hanno distribuito i volantini...

«Di turco non compro un fico secco». Con questo slogan i giovani del Centro sociale Morion ieri mattina si sono piazzati davanti al supermercato «Conad» di Strada Nuova hanno distribuito i volantini ai clienti e ai passanti in cui invitano a boicottare la Turchia, a boicottare l’Isis e la guerra. Chidono di non acquistare i prodotti che arrivano dalla Turchia: «Tra le principali ditte italiane che utilizza materie provenienti dalla Turchia c’è la Fatina, uno dei leader nazionali del confezionamento di frutta secca ed essicata». Spiegano che il settore della frutta secca, ed in particolare dei fichi secchi, è quello dove maggiormente si concentrano le esportazioni turche. Ma le qaziende turche sono attive anche in altri settori: in quello degli elettrodomestici c’è la Beko, per le auto la Karsan, per le ceramiche la Kalee nel campo dell’energia è attiva la Zorlu.

Davanti al supermercato, con un megafono, i giovani hanno spiegato a chi usciva dal negozio e a chi passava che nonostante da oltre un anno ormai vengono denunciate le collaborazioni e l’aiuto che la Turchia fornisce allo Stato islamico, «l’Unione europea non soltanto rimane in silenzio, ma ha investito la Turchia del ruolo di gendarme d’Europa, visto che il 29 novembre scorso è stato siglato un accordo che prevede lo stanziamento di tre miliardi di euro da parte dell’Europa ad Ankara in cambio della gestione dell’accoglienza del rimpatrio per tutti quei migranti che, passando dal territorio turco, sono entrati negli stati europei per chiedere accoglienza senza ottenere il diritto d’asilo».

Per i giovani del Morion «il ruolo della Turchia negli attuali assetti geo politici della regione mediorientale è molto ambiguo. Se da un lato infatti sta rafforzando la propria funzione di avamposto orientale della Nato, partecipando formalmente alla coalizione anti Isis, dall’altro sta utilizzando questo ruolo per rafforzare gli attacchi nei confronti del popolo curdo, che da anni sta lottando per una maggiore autonomia da Ankara e che continua strenuamente la propria resistenza». L’attacco ai curdi, secondo quelli del Morion, sta assumendo varie forme: dai bombardamenti costanti alle postazioni del Pkk, il partito dei curdi, alla pratica dell’assedio delle città attraverso l’imposizione del coprifuoco. (g.c.)

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