Record di slot machine il sindaco corre ai ripari

Chioggia. Casson pronto ad abbassare le tasse locali ai bar senza macchinette Allarme gioco d’azzardo anche a Cavarzere con un postazione ogni 320 abitanti
Di Elisabetta B. Anzoletti
Sala giochi slot machine
Sala giochi slot machine

CHIOGGIA. Allarme gioco d’azzardo, l’amministrazione comunale pensa a qualche forma di incentivo per i locali che sceglieranno di non ospitare macchinette mangiasoldi.

Il sindaco Giuseppe Casson sentirà gli uffici per capire se si possano “scontare” alcune tasse locali per premiare i bar cosiddetti virtuosi e attacca lo Stato, “colpevole” di alimentare un passatempo dannoso lasciando poi agli enti locali il grosso problema di come arginarlo. I dati sulla diffusione delle slot machine in provincia di Venezia sono stati resi noti da un’indagine di Espresso e Dataninja. Come era già immaginabile l’area a sud è tra le zone con una maggior propensione al gioco.

I dati di Chioggia e Cavarzere fotografano una situazione preoccupante. A Chioggia esistono 143 locali e sale giochi che ospitano slot e simili con un rapporto di una ogni 348 abitanti, a Cavarzere le postazioni di gioco sono 45 con una densità ancora più alta, una ogni 320 abitanti. Non è infrequente già alle prime ore del mattino trovare bar con persone assiepate sulle macchinette a inserire un euro dietro l’altro nelle ore in cui è consueto bere il caffè. E così continua per tutto il giorno, senza contare chi invece affolla i tabacchini per gratta&vinci, lotto, enalotto, vincicasa e tutto il resto. Molti sono i giocatori patologici che sono seguiti dal Ser.D. dell’Asl 14, ma come sempre si tratta solo della punta di un iceberg ben più corposo che non ammette il problema e non cerca aiuti.

«Il fenomeno sta assumendo dimensioni preoccupanti», commenta il sindaco, «ma ancora più sconvolgente è la compartecipazione attiva dello Stato nell’alimentarlo. Le conseguenze sociali che ne derivano sono enormemente più importanti degli introiti che Roma incassa sulla pelle di poveri disgraziati e delle loro famiglie. E gli enti locali vengono lasciati soli nel tentare, in un contesto di sostanziale assenza di strumenti, di arginare un fenomeno di tali dimensioni e così gravido di nefaste conseguenze per il tessuto sociale cittadino». I margini di intervento non sono molti. Una buona leva per convincere gli esercenti a rinunciare a questa fonte alternativa di guadagno potrebbe essere quella fiscale. «Verificherò con gli uffici quali iniziative si possano assumere nel concreto», spiega Casson, «l’unica certezza è che noi sindaci siamo costretti a tentare di ricostruire ciò che lo Stato, di cui pure facciamo parte, distrugge». «La politica attraverso misure concrete», sostiene la segreteria Pd di Chioggia e Cavarzere e Cona, Silvia Vianello, «deve incentivare il percorso etico delle imprese che scelgono di non ospitare slot».

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