«Mariella, solare e grande lavoratrice»

Chioggia. Il marito Romolo: quando ho saputo di un incidente sulla Romea ho avuto una terribile premonizione
Di Diego Degan

CHIOGGIA. «Non passare per la Romea, è bloccata a causa di un incidente. Prendi l’Arzeron». Era stata Silvia, la figlia maggiore di Romolo Camalori e di Mariella Bacci, a fare questa raccomandazione al padre. Erano partiti, ciascuno con la sua auto, da Castelguglielmo, giovedì pomeriggio, per destinazioni, al momento, diverse, ma tutti si sarebbero poi dovuti ritrovare nella loro casa di Sottomarina, in via Cicogna. Invece, il destino ha voluto diversamente.

«Non so, ho come avuto come il sentore di quello che stava accadendo», racconta Romolo Camalori, trattenendo il pianto. «Ero andato a consegnare dei generi alimentari a un istituto di Monselice che si occupa di assistenza all’infanzia», spiega, «e mentre io facevo questo gesto di beneficenza, anche per conto di mia moglie, lei stava morendo».

Durante il tragitto di ritorno Romolo aveva chiamato più volte Mariella al telefono, ma lei non aveva mai risposto. Il senso di inquietudine che lo aveva preso è diventato drammaticamente realtà appena arrivato a casa. «Ho parcheggiato e ho visto entrare nella strada la macchina della polizia. Si sono fermati proprio davanti a me. E allora ho capito tutto».

Romolo e Mariella si erano conosciuti nei primi anni ’70. Lui era un giovane maresciallo dell’aeronautica militare, lei un’insegnante. Si sono sposati nel 1974 e dal matrimonio sono nati due figli, Silvia, ora 36enne, che lavora all’Aspo, e Marco, ora 29enne, titolare del parco acquatico Castle Beach a Castelguglielmo, praticamente l’azienda di famiglia. Nei primi anni del matrimonio, Mariella faceva la supplente in varie scuole della zona, poi aveva cominciato a gestire un’edicola. Ma la svolta “professionale”, per la famiglia, è avvenuta nel 1992, quando, insieme ad altri soci, hanno fondato il parco acquatico Idrofollie, a Sottomarina, gestendolo, poi, fino al 2010, con l’annesso bagno Europa.

«Mariella era instancabile», racconta Romolo, «faceva la spola tra il parco, la banca e il Comune, gestiva il personale, era impegnata nell'Ascom e, in tanti anni, non ha mai avuto uno screzio con nessuno di tutti coloro con cui aveva a che fare». Parole che vengono confermate da Alessandro Da Re, attuale presidente dell’Ascom. «Una donna sempre sorridente e attiva. Nell'associazione era vice presidente di terziario-donna e faceva parte del consiglio direttivo, fino a tre anni fa quando il lavoro a Castelguglielmo ha cominciato a impegnarla. Era sempre ottimista, anche di fronte alle difficoltà. Ricordo di averla vista, proprio al Castle Beach, mentre portava, come niente fosse, carriole di sabbia per sistemare la “spiaggia” del parco».

E anche Paolo Ardizzon, dirigente comunale, amico fin dall’infanzia, la ricorda con accenti analoghi. «Una donna solare. Dove arrivava, metteva concordia tra le persone», dice, «l'avevo vista, l'ultima volta, pochi giorni fa, all’ingresso di uno spettacolo teatrale, ma non ho avuto occasione di parlarle. Avremmo dovuto incontrarci tutti la settimana prossima. Non credevo che non sarebbe più stato possibile».

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