I neonazisti contro la Caritas: "Sfamare tutti distrugge l'identità italiana"

MESTRE. I neofascisti contro i volontari che danno da mangiare ai poveri. È quanto successo nella notte fra martedì 24 e mercoledì 25 con un’azione denigratoria portata avanti da appartenenti al Veneto Fronte Skinheads, uno dei gruppi di estrema destra sotto esame da parte delle forze dell’ordine.

L’obiettivo dell’azione è stata la sede della Caritas diocesana di Venezia, cioè l’organizzazione cattolica i cui volontari, assieme a quelli della San Vincenzo, sfamano e seguono i senzatetto e i poveri, senza distinzione di colore della pelle. «Il cancello che dà accesso al Centro pastorale Papa Luciani, in via Querini a Mestre, è stato “sbarrato” con del nastro bianco e rosso», spiega un comunicato apparso sul sito del settimanale d’informazione diocesana “Gente Veneta”, «e sulla cassetta della posta della Caritas è stato apposto un foglio in cui in forma di annuncio funebre, con la sigla del Veneto Fronte Skinheads, la scritta “Falsa carità sociale: business criminale”.
E, appena più in là, un altro foglio con le “motivazioni” della protesta, che vorrebbe denunciare «chi continua a condurre un chiaro disegno politico finalizzato all'annientamento dell'identità italiana». Poi l'attacco alla Caritas, che proporrebbe «un pericolosissimo modello di integrazione volto a ridurre i popoli in una poltiglia indifferenziata». Poi ancora frasi di un estremismo violento e assurdo che si concludono con un «da sempre e per sempre guerra ai nemici della nostra terra».

L’accusa quindi che viene fatta alle cuoche volontarie e ai ragazzi che prestano opera gratuita e volontaria per la Caritas e la San Vincenzo è duenque quella di non fare differenza tra i morti di fame, offrire un tetto a mamme con bambini sia italiane che straniere. Sul fatto sta indagando la polizia.
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