Esposto sull’amianto «Pressioni abusive»

MARGHERA. Seppur sia stata avanzata la richiesta di archiviazione per la denuncia dell’esistenza di fibre di amianto alla Fincantieri da parte della Procura della Repubblica, gli investigatori del Corpo forestale dello Stato in servizio alla Procura avrebbero segnalato alcune irregolarità nell’attività di un dirigente della Fincantieri.
Il sindacato Slai Cobas, oltre a segnalare l’esistenza dell’amianto - in alcune aree non c’è e in altre, dove c’è, sarebbe stato confinato - aveva sostenuto che alcuni suoi iscritti erano stati avvicinati e convinti a cancellare la loro adesione all’esposto inviato alla magistratura. Gli uomini della Forestale hanno interrogato alcuni operai - si legge nella relazione inviata al pubblico ministero Francesca Crupi - e due di loro hanno riferito informazioni interessanti.
Uno di loro ha raccontato di essere stato avvicinato da un dirigente dell’Ufficio personale di Fincantieri, il quale gli avrebbe espresso le sue riserve sulla scelta del sindacato al quale si era iscritto, lo Slai Cobas, perché sarebbe stato «incapace di tutelarlo». Il secondo, avvicinato dallo stesso dirigente, ha raccontato che gli sarebbe stato proposto un cambio di mansioni, che lui stesso aveva richiesto, nel caso avesse abbandonato lo stesso sindacato. Insomma, la Fincantieri avrebbe svolto indagini e pressioni abusive sulle opinioni dei lavoratori.
Un dirigente dei cantieri di Marghera, dunque, avrebbe compiuto accertamenti sulle opinioni di alcuni operai, esprimendo pure giudizi negativi nei confronti dell’organizzazione alla quale si erano iscritti.
Un’attività che la normativa vieta e che quindi è fuori legge, tanto da essere punita con una contravvenzione.
(g.c.)
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