Degrado: in piazza San Marco marea di rifiuti

Sempre più sporco e bottiglie abbandonate nell'area marciana. E l’assalto dei turisti continua: ieri contate 80 mila presenze
Rifiuti abbandonati in piazza San Marco (foto del lettore Enrico Anguillari)
Rifiuti abbandonati in piazza San Marco (foto del lettore Enrico Anguillari)

VENEZIA. Le immagini parlano da sole: le passerelle per l’acqua alta in piazza San Marco utilizzate nottetempo come tavole per bivacchi notturni, ricoperte di bottiglie e rifiuti di ogni tipo, senza neppure lo sforzo di gettarli nei vicini cestini. Cestini che, peraltro - contrariamente a quanto era stato annunciato dall’ex commissario straordinario Vittorio Zappalorto - sono rimasti in piazza San Marco. Il progetto annunciato era quello di sperimentare la rimozione dei contenitori per disincentivare l’abbandono dei rifiuti - come se si fosse lungo una passeggiata in montagna - ma a Venezia non funziona così, neppure in presenza di decine di cestini dei rifiuti, che vengono svuotati due volte al giorno. Figurarsi senza: così, in attesa di una decisione della nuova giunta, i contenitori sono rimasti. E i cumuli di rifiuti pure: «L’ultima dannazione», raccontano a Veritas, «sono la nuova “moda” degli addii al celibato, con bottiglie abbandonate ovunque».

Una stagione turistica che sembra non finire mai, soprattutto a fronte di un pendolarismo sempre più pressante che impone di essere governato e, prima ancora, contato. Finora, infatti, si conoscono ufficialmente solo i numeri di chi a Venezia dorme. I dati gennaio-luglio della “defunta” Azienda di promozione turistica - con i suoi dipendenti alla disperata ricerca di una collocazione, dopo la fine della Provincia - parlano di un anno con luci e ombre: in crescita quanto ad arrivi nelle altre strutture ricettive della città (+2,39% , per un totale di 1,554 milioni di persone), ma una flessione delle notti trascorse in città (-1,24%, per un totale di 3,837 milioni di pernottamenti). Poi c’è lo scemare quotidiano e senza sosta dei turisti pendolari, che nessuno istituzionalmente conta. Lo fa da due anni il “Venice Dashboard” coordinato da Fabio Carrera - veneziano, docente al Worcester Polytechnic Institute del Massachussetts, università che da 25 anni alimenta con le ricerche il Venice Project Center - che con i suoi studenti ha realizzato una pagina-contatore, che incrocia dati in tempo reale, open data e statistiche, dando un “numero” alla massa dei turisti, giorno per giorno: arrivi aerei, navi, treni, auto nei garage, battelli granturismo, occupazione degli alberghi. Ieri - ad esempio - ha contato 80 mila presenze turistiche: 19 mila pernottanti in città e 61 mila pendolari.

Una delle finestre più curiose riguarda proprio entrate e costi legati al turismo:una bilancia complessivamente in attivo, ma che proprio su voci come i rifiuti segna la netta differenza tra le spese per smaltire quelli prodotti dai turisti pernottanti (21mila euro) e dai visitatori mattina-sera (96 mila). (Indirizzo internet http://dashboard.cityknowledge.net/#/venice)

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