Forcolin vice di Zaia «Bisogna aiutare subito i Comuni»

Il sindaco di Musile ha le idee chiare sul programma e dichiara amore eterno alla Lega: «Viene prima di tutto»
Di Giovanni Cagnassi

MUSILE. Il braccio destro di Zaia. Gianluca Forcolin è nato politicamente sotto una buona stella, come pensano molti sostenitori e soprattutto detrattori. Ha sempre vinto e lo ha fatto anche alle ultime elezioni in Consiglio regionale, vice presidente del Veneto e assessore al bilancio con deleghe strategiche per il governo della Regione. Un punto di arrivo davvero importante dopo una carriera brillante che potrebbe riservare ancora tante sorprese. L’unico periodo buio quando non fu più ricandidato al seggio parlamentare. Ma lui non fiatò ed è stato ricompensato ampiamente.

Il suo curriculum è di quelli politicamente specchiati: 22 anni di militanza nel Carroccio, dal 1993, quando iniziò ad attaccare i manifesti e a 25 anni divenne già vicesindaco. Poi sindaco nel 2007, un mandato e poi il secondo vinto senza ostacoli. Nel frattempo è stato eletto anche deputato a Roma dal 2008 al 2013 con tanto di ufficio in pieno centro nella sua Musile. Andava regolarmente a Roma, ma nel Basso Piave non mancava mai di farsi trovare dai suoi cittadini ed elettori. Non fu più misteriosamente ricandidato, nel 2013, nonostante fosse uno dei pochi sindaci leghisti ad aver vinto le elezioni praticamente da solo tenendo alto il nome della Lega in un momento difficile. Ma non reagì.

La buona stella ha poi iniziato nuovamente a brillare. A gennaio di quest’anno Salvini era a Musile per una discussa fiaccolata al suo fianco contro la violenza. Un mese dopo, al ristorante la Cacciatora di Caposile, riunione plenaria con il ritorno di Salvini e Zaia e duecento leghisti galvanizzati in vista delle regionali. Non certo un caso. Forcolin è stato alla fine il più votato in provincia, una bandiera della Lega che ha superato un altro dei cavalli di razza, l’ex sindaco di Jesolo Francesco Calzavara, che in molti vedevano già assessore. Ma Forcolin non ha mai avuto dubbi. Sapeva che la Lega lo avrebbe premiato e così è stato.

«Quando non fui ricandidato in Parlamento non dissi nulla perché prima di tutto c’era e c’è sempre la Lega», ricorda l’assessore regionale e vice di Zaia, «ed è questo il punto di vista da cui partire sempre. Salvini? Mi piace perché è un politico diretto, che sa parlare alla gente senza giri di parole. È uno di noi e mi ricorda tanto il Bossi della prima ora che è quello che è rimasto nel cuore di tutti».

Forcolin ha già le idee chiare del suo programma per la Regione e il territorio. «Intanto vorrei dare una boccata di ossigeno ai Comuni del territorio», spiega, «in relazione ai vincoli del patto di stabilità. Per farlo dovremo esercitare un’azione pressante su Roma e poi arrivare ai Comuni e ai sindaci che ne saranno i beneficiari. Insieme al governatore abbiamo dichiarato guerra a quella delibera approvata all'ultima ora, ribattezzata “legge mancia”, che in Regione aveva fatto stanziare 50 miloni di euro di prebende e che vogliamo abbattere subito. Infine la Città Metropolitana. Io non sono contrario a priori», precisa Forcolin, «ma certo deve essere spiegata bene ai cittadini che hanno il diritto di capire senza costruzioni complesse. E soprattutto la Città Metropolitana non può essere un modo per schiacciare e far perdere l’identità ai nostri territori che anzi dovranno essere valorizzati».

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