Dal primo al secondo turno sempre crollo affluenze
VENEZIA. La storia racconta che gli elettori veneziani crollano di numero tra il primo e il secondo turno delle elezioni amministrative, anche se si tratta di scegliere il proprio sindaco: una flessione del 18-20 per cento che ha caratterizzato le due precedenti elezioni giunte al secondo turno (nel 2010, Giorgio Orsoni vinse direttamente al primo).
Così nel 2000, i votanti furono il 71,9 per cento al primo turno (sui 246.962 aventi diritto), ma solo il 50,4 per cento tornò alle urne per decretare al ballottaggio la vittoria di Paolo Costa (55,96%) su Renato Brunetta (che al primo turno era uscito vincitore con il 38,9%, 1,3 punti di vantaggio sullo sfidante).
Nel 2005 la storia si ripetè, anche per il rovesciamento di fronte: al primo turno si recarono alle urne il 72 per cento degli elettori, ma quando si trattò di scegliere tra Massimo Cacciari e Felice Casson tornarono a votare solo il 55,67 per cento degli elettori. Vinse Cacciari con il 50,5 delle preferenze, rovesciando i risultati del primo turno, quando Casson era in vantaggio con il 37,7 per cento dei voti contro il 23,2 del futuro sindaco.
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