Zaia: "No a nuovi arrivi di migranti, danneggiano il turismo"

L'altolà politico del (ricandidato) presidente del Veneto: "L'immagine è tutto: si rischia un danno economico devastante"
Un giovane rifugiato accolto a Jesolo
Un giovane rifugiato accolto a Jesolo

VENEZIA. "Lancio un nuovo allarme e un nuovo no ad altri arrivi: lasciate stare le località turistiche perché, alla vigila della stagione estiva e in piena fase di prenotazioni, alla beffa si aggiungerebbe il danno".

Lo dice Luca Zaia, presidente della Regione Veneto e ricandidato alle elezioni del 31 maggio, rispetto all'invio di migranti provenienti dalla Libia. "Sul mercato l'immagine della prima regione turistica d'Italia con 70 milioni di presenze l'anno", aggiunge Zaia, "è fondamentale, e i nostri competitors stanno già cavalcando ampiamente la questione profughi. Sono soprattutto gli europei, quelli di quell'Europa sorda, cieca e nei fatti razzista che ci ha abbandonato: nessun migrante deve essere ospitato nelle località di mare, di montagna, al lago o alle terme perché a parole sono tutti buonisti e accoglienti ma poi, nei fatti, un turista la sua vacanza la sceglie il più lontano possibile da eventuali disagi".

"I sindaci collaborino e non ostacolino l'ospitalità"
Il prefetto Domenico Cuttaia

Da qui l'invito di Zaia ai prefetti, "che ricevono quotidiani diktat dal caotico Governo italiano, a tenere nella massima considerazione questo aspetto della vicenda, perché alla beffa di subire imposizioni sempre più simili a sgarbi istituzionali alle Istituzioni del territorio, non si aggiunga anche il danno economico al turismo, che non è prevedibile, è certo e sarebbe devastante. Le testimonianze dei profughi arrivati a Verona parlano chiarissimo: i barconi sono gestiti con inaudita brutalità da una vera e propria rete criminale senza scrupoli, di qua e di là del Mediterraneo, che arriva a picchiare e uccidere chi non vuole imbarcarsi".

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