Riparte la mobilitazione: manifestazione il 9 maggio

VENEZIA. Nuova stagione, nuove polemiche. Arrivano le prime grandi navi in Marittima – fino a dicembre saranno sotto le 96 mila tonnellate – e i comitati riaffilano le armi. Una grande manifestazione è prevista per il 9 maggio, per riaccendere i riflettori sulla presenza delle grandi navi a San Marco e sulle alternative «peggiori del male». Com’è, secondo le associazioni, lo scavo del nuovo canale Contorta in mezzo alla laguna.
Venerdì il comitato «NoGrandi Navi, Laguna Bene comune» presenta in sala San Leonardo (ore 17.30) il suo nuovo dossier sui danni portati dalle grandi navi alla laguna e all’ambiente. Pezzo forte il libro bianco curato da due docenti universitari, Giovan Battista Fabbri (Iuav) e Giuseppe Tattara (Ca’ Foscari) su «Venezia, laguna, porto e gigantismo navale: perché le grandi navi devono stare fuori dalla laguna». Ricerche, studi e foto che dimostrano come i giganti del mare producano inquinamento e movimenti dei fondali, con la perdita di sedimenti e la distruzione delle barene e della morfologìa.
«Una ricchezza che non va perduta», dice il portavoce del comitato Luciano Mazzolin, «ma le navi incompatibili devono stare fuori dalla laguna». Perchè rilanciano il tema proprio adesso? Perché con la nuova stagione croceristica riparte anche la nostra mobilitazione. Non dimentichiamo che il mondo ci guarda. E fino ad oggi nonostante le nostre battaglie poco o nulla è cambiato».
Di grandi navi e laguna parleranno venerdì insieme agli autori del dossier anche Jan van der Borg, docente di Economia a Ca’ Foscari e autore di ricerche sui flussi turistici; Domenico Luciani, già direttore della Fondazione studi e ricerche Benetton e Francesco Vallerani, docente di Geografia all’Università di Ca’ Foscari, scrittore ed esperto di tempi ambientali. A poco più di un mese dall’elezione del nuovo sindaco e del Consiglio comunale, dopo dieci mesi di governo del commissario la città torna a parlare di portualità e grandi navi.
E sempre venerdì è prevista la firma in Capitaneria di porto dell’accordo Blue Flag 2015, l’accordo volontario sottoscritto dalle compagnie delle crociere per limitare nelle aree urbane e al momento dell’entrata in porto l’uso dei combustibili inquinanti ad alto contenuto di zolfo. Secondo il Porto, un passo importante per limitare l’inquinamento. «Andrebbe esteso a livello di governo, a tutte le coste italiane, come si fa negli Stati Uniti», dice il presidente Costa. Secondo i comitati si tratta invece di una «bufala». «Se i controlli non ci sono e l’accordo è volontario», dice Mazzolin, «è come non averlo».
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