Le spoglie del patriota Nazario Sauro fra tanti Caduti illustri

Tanti i militari le cui spoglie sono sepolte nel Tempio Votivo, ma su tutti spicca il nome di Nazario Sauro, patriota del primo conflitto mondiale. Nato a Capodistria il 20 settembre 1880 fu tenente di vascello della Regia Marina, e venne giustiziato per alto tradimento dall’Austria-Ungheria. Insieme a Guglielmo Oberdan, Damiano Chiesa, Fabio Filzi, Francesco Rismondo e Cesare Battisti è tra le più importanti figure dell’irredentismo italiano e massimo rappresentante di quello istriano, assieme a Tino Gavardo e Pio Riego Gambini.
Insignito di medaglia d’oro al valor militare, è ricordato infatti come un eroe nazionale. Nel corso della Grande Guerra compì 49 missioni, ricevendo anche l’onorificenza di cavaliere della Corona d’Italia. Nazario Sauro fu giustiziato a Pola in Istria alle 19.45 del 9 agosto 1916. Fu sotterrato di notte e in maniera segreta dagli austriaci in area sconsacrata nei pressi del locale cimitero militare. Solo al termine del conflitto la Marina italiana riuscì a sapere il luogo dove era stato sepolto, e provvide a riesumarne la salma il 10 gennaio 1919 e alla sepoltura, in forma solenne, il successivo 26 gennaio nel cimitero di Marina di San Policarpo a Pola.
Con il passaggio dell’Istria all’ex Jugoslavia, la salma di Sauro venne poi rimpatriata nel tricolore dopo la riesumazione coordinata dall’associazione Partigiani Italiani di Pola. Le sue spoglie sono ospitate nel sacrario del Lido dal 9 marzo 1947. La lapide è tra le più grandi e si trova su una delle pareti dell’anello più esterno del piano inferiore del Tempio Votivo. Sulla Motonave Toscana, che portò a Venezia Nazario Sauro c’erano anche le spoglie del volontario polese Giovanni Grion, ufficiale dei bersaglieri caduto nei combattimenti sull’altopiano di Asiago il 16 giugno 1916. Nato nel 1890 a Pola, fu anch’egli un leader dell’irredentismo. Nel Regio Esercito combatté in alta valle Isonzo dove si guadagnò diverse medaglie al valore e una medaglia d’oro. Dopo aver svolto il corso allievi ufficiali nel 1915, venne promosso sottotenente e arruolato nel 5º Reggimento Bersaglieri, morendo in combattimento nel 1916 durante la Strafexpedition nei pressi di Asiago a soli 35 anni. La lapide a sua memoria si trova sul lato opposto rispetto a quella di Nazario Sauro. Infine, va menzionato Romualdo Guicciardi, considerato il primo caduto della Grande Guerra nella difesa di Venezia.
Era un dirigibilista modenese assegnato al nostro territorio, e perì nel corso di un attacco aereo l’8 giugno 1915 nella zona di Campalto. La sua lapide si trova proprio di fronte all’altare al piano terra del Tempio Votivo. Per il secondo conflitto mondiale vanno invece menzionati i corpi dei 46 ufficiali italiani trucidati dalle truppe naziste a Trilj nell’ex Jugoslavia. (s.b.)
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