I maestri di Murano riaccendono il lampadario spento dal terremoto

VENEZIA. La violenza del terremoto dell'Emilia Romagna - nel 2012 - pur tra tanta devastazione, l'aveva scosso, lesionato, ferito, ma non l'aveva distruttutto. Avevano così fatto il giro del mondo le immagini che immontalavano i vigili del fuoco mentre sfilavano con delicatezza - accanciandolo con un braccio meccanico, per farlo uscire dalle pareti sventrate del Comune di Sant'Agostino - l'enorme lampadario di Murano a 50 luci in quattro piani, distribuite su cinque metri d'altezza e tre di circonferenza, per 400 chili di preziosa arte vetraria. Era lì dal 1875, in quello che era allora il salone delle feste e poi era diventato la sala del Consiglio comunale, nel palazzo poi abbattuto dopo il terremoto. Un maestoso lampadario che - con quattro "fratelli" più piccoli, poi diventati tre - aveva già illuminato la sala degli stemmi del castello Estense di Ferrara.
I maestri vetrai di Murano si sono mobilitati per prendersene cura e in due anni di lavoro volontario l'hanno curato e restituito alla sua bellezza: prima l'hanno smontato pezzo a pezzo, poi trasferito con delicatezza dall'Emilia Romagna a Murano, quindi hanno soffiato e lavorato uno ad uno la metà dei 1300 pezzi dei quattro lampadari recuperati, l'officina meccanica ne ha rifatto la struttura in metallo, una società ne ha realizzato il nuovo impianto elettrico, gli artigiani hanno effettuato le decorazioni in oro, le candele in legno, gli elementi in ferro battuto.
"Una luce per l'Emilia Romagna" è un progetto coordinato dal Consorzio Promovetro di Murano."Dopo un lungo e difficile lavoro gli abbiamo dato nuovamente luce", commenta il presidente del Consorzio, Luciano Gambaro, "un'opera gigantesca di grande bellezza, figlia della nostra arte e maestria: un lavoro di squadra di molte aziende di Murano ha permesso questo traguardo, altrimenti una parte della nostra storia sarebbe stata sepolta sotto un cumulo di macerie".
Il lavoro è concluso, ma s'impone una festa per celebrare una rinascita anche simbolica e per la restituzione alla città di Sant'Agostino: a febbraio sarà festa grande, in occasione dell'apertura della nuova alal del Museo del Vetro di Murano, con un allestimento curatod al teatro La Fenice.
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia








