Crac Piva, transitati sul suo conto seicentomila euro

MESTRE. I nuovi amministratori di condominio che si stanno occupando del crac Piva, hanno scoperto che seicentomila euro del “buco” sono transitati dai conti correnti personali di Pietro Piva e non...

MESTRE. I nuovi amministratori di condominio che si stanno occupando del crac Piva, hanno scoperto che seicentomila euro del “buco” sono transitati dai conti correnti personali di Pietro Piva e non si sa che fine abbiano fatto. In sostanza si sospetta che siano stati utilizzati per le spese personali dal noto amministratore di condominio.

Il noto amministratore di condomìni ha abbandonato 83 condomini e ha dichiarato una sofferenza di bilancio di un milione e trecentomila euro. Oltre ad altri settecentomila euro di spese condominiali che i clienti non gli hanno pagato. Gli amministratori che gli sono subentrati, prima di intraprendere eventuali cause nei suoi confronti per bollette non pagate, vogliono conoscere per bene i bilanci che li riguardano. Questo per capire come possono far fronte allo scoperto che sicuramente riguarda i clienti che rischiano di doversi ripagare le bollette che pensavano di aver saldato. Il caso Piva scoppia due mesi fa. All'improvviso diventa uccel di bosco. L'ufficio di via Spalti 34, dove ha sede la sua società, è chiuso e il numero di telefono squilla a vuoto. Chi, da giorni, lo cerca al telefonino, si sente rispondere che «il telefono della persona chiamata potrebbe essere spento o irraggiungibile». Prima di chiudere l'ufficio però Piero Piva, sessantenne amministratore di 83 condomìni, di grande esperienza e molto conosciuto e stimato in città, ha contatto l'Anaci, l'associazione di categoria alla quale in passato era stato iscritto, lasciando, tramite il legale Stefano Gusmitta, suo amico, una cartellina con alcuni documenti. Tra questi i nomi dei condomìni, quelli dei referenti degli inquilini e una bozza di bilancio nel quale si evidenzia, negli 83 condomìni da lui amministrati, un passivo di almeno un milione e trecento mila euro per bollette e fatture non pagate nel corso degli ultimi anni. Inoltre mancano settecentomila euro non pagati dai clienti. Nella documentazione lasciata Piva ha inoltre allegato una lettera nella quale spiega che, per motivi di salute, si vede obbligato a rinunciare all'incarico da amministratore.

Risulta difficile, al momento, ricostruire le cause del passivo.

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia